venerdì 7 novembre 2014

M come Ma come quando fuori piove!

M come Ma come quando fuori piove. Noi che si fa?
Si preparano Cupcakes e ci si diverte a decorarle!
Questa è la Me ricetta. Semplice e molto morbida. Le cupcakes rimangono soffici e umide.
Proprio come dovrebbero essere. Ho frequentato due corsi di Cupcakes. Ne ho preparate di meravigliose e deliziose che richiedono però un procedimento un pochino più elaborato.
Le mie preferite rimangono quelle al caramello e Burro salato come da corso che ho fatto a http://www.foodjoy.it/
Ma avendo un'assistente di tutto rispetto, ma che ha comunque soltanto sei anni, preferisco scegliere qualcosa di facile e veloce e gustoso che possa gestire lei con soddisfazione.

La ricetta è stata creata da Me e utilizzo sempre la stessa dopo che ho fatto diverse prove.
A Me personalmente piace perché non è troppo dolce e non abbondando in decorazioni (che sarebbero invece il punto forte delle Cupcakes), sono dei piccoli pasticcini delicati e che si sciolgono in bocca anche così.



Ecco come prepariamo le Cupcakes a casa M as Me!
Ci serve:


  • Latticello 120 grammi
  • (Il latticello o Buttermilk noi lo facciamo unendo mezza dose di latte scremato e mezza dose di yogurt magro e aggiungendo qualche goccia di limone, per cui 60 gr + 60 gr e aspettiamo una ventina di minuti affinché diventi acido)
  • 1 uovo
  • Burro 60 grammi
  • Zucchero 150 grammi
  • Vaniglia. Semi che prendiamo dai baccelli di vaniglia (mezzo cucchiaino). O estratto.
  • Farina 150 grammi
  • Lievito in polvere 1 cucchiaino
  • Bicarbonato Mezzo cucchiaino
  • Pizzico di sale


Il forno sarà a 180° e il tempo di cottura circa 15 minuti.
Controllate spesso perché non devono colorarsi troppo (seccherebbero).
La cosa che noi apprezziamo di questi dolcetti è che sembrano bagnati. Umidi. Come inzuppati.
Una cottura anche di qualche minuto in più, toglierebbe questa caratteristica particolare.

Preparo i pirottini di carta che oramai si trovano ovunque.
Questa dose è sufficiente per 12 Cupcakes.

Io uso sempre la planetaria.
Per cui aggiungo gli ingredienti in questo ordine.
Monto burro con lo zucchero e aggiungo l'uovo (precedentemente mescolato in una coppetta).
Unisco la vaniglia.
Unisco il mio latticello.
Aggiungo la farina e il lievito e il bicarbonato e il pizzico di sale.
Quando l'impasto è ben amalgamato lo inserisco nei sacs a poche.
Io nonostante abbia quelle professionali (che poi mi tocca lavare), con tanto di punte in acciaio che costano circa 3 euro l'una, preferisco usare quelli che trovo versione "usa e getta".
(Della Cuki e trovate anche 3 beccucci inclusi)
http://www.cuki.it/prepara-tasca-per-pasticciere-1.html

Io li uso con i miei beccucci, ma quelli che trovate della Cuki andranno benissimo e ci permetteranno di  dosare l'impasto nei cartoccini (riempiteli non oltre la metà perché si gonfiano molto) e di fare le decorazioni poi a seconda dei suoi desideri.
La Wilton offre a prezzi accessibili set di beccucci e sac a poche.
Nel caso vi divertiate e vogliate diventare "pro".
Su Amazon comunque trovate ampissima scelta e vi si apre un mondo!




Per il frosting, la crema bianca che metteremo come decorazione, noi prepariamo sempre quello con il formaggio Philadelphia.
Ci serve:


  • Zucchero a velo 200 grammi
  • Formaggio Philadelphia 200 grammi
  • Lo montiamo finché diventa morbido e cremoso.
  • Se vi va, il burro da aggiungere sarebbe di 50 grammi.


Io solitamente raddoppio la dose e preparo 24 cupcakes.
Procuro decorazioni varie e il pomeriggio successivo invito un'amichetta o due che insieme a Vee trascorreranno del tempo a decorarle e mangeranno la loro merenda con i pasticcini che avranno preparato. Mangeranno quelle semplici.
Solitamente non finiscono in pancia quelle decorate, ma vengono portate a casa.
La fantasia non ha limiti e creano delle Cupcakes veramente belle.
Buon divertimento!




E se quando fuori piove non si sa cosa fare, questa è un'idea semplice ma che vi permetterà di trascorre un pomeriggio in casa condividendo il tempo con i vostri Bimbi e divertendovi a preparare cose buone e genuine.
Io odio i preparati che si trovano ai supermercati. #realfoodornofood
E davvero la preparazione di queste Cupcakes è semplice.
E se #celapossofare io, davvero ce la si può fare veramente!

Love,
M as Me




#ricettesemplici #ricettefacili #cupcakes #masme #me #rainydays #giornidipioggia #cosafare #funinthekitchen #lifestyle

giovedì 6 novembre 2014

M come Messaggi! Parte seconda.

M come Ma quelli che tengono i messaggi di Messanger lì, in coda, senza nemmeno visualizzarli?Parliamone.
Ti scrivo un messaggio. Te lo invio. E rimane lì. Non visualizzato. Per ore. Per giorni.
Però in alto leggo "attivo 2 minuti fa". Ogni 10 minuti. Per cui significa che su Facebook o Messanger ci passi.
Io sono della categoria che li apro tutti. Subito. I messaggi. O al massimo il tempo di cliccare l'icona messaggi e veder quanti ne abbia non letti. E leggerli.
Poi che ci possa impiegare giorni a rispondere a tutti, è un altro discorso.
Ma io vi assicuro i messaggi, a prescindere dal doppi check o dal messaggio con l'ora di visualizzazione, li leggo.
Ignorare il messaggio che qualcuno mi ha inviato, non preoccupandomi nemmeno di vederne il contenuto, lo troverei davvero di cattivo gusto. E una mancanza di attenzione e rispetto nei confronti di questa persona. Sarà che la curiosità è donna. Ma noto che capita più spesso che alla categoria "accumulatori seriali di messaggi", appartenga più il genere maschile.
Ma potrei anche sbagliarmi basando questa dichiarazione sulla sola esperienza personale e delle amiche che mi scrivono lamentandosi di questa cosa o cercando sostegno e conferma alle loro supposizioni sul perché il messaggio non solo non abbia avuto risposta, ma nemmeno sia stato considerato per la lettura.
Ho già scritto in merito al silenzio e alle non risposte. Che spesso hanno significato eclatante più che se il messaggio fosse scritto e inoltrato a chiare lettere.
Vi segnalo il post M come Messaggi.
http://masmemarina.blogspot.it/2014/08/m-come-messaggi_27.html

Sempre per esperienza, vi scrivo che se notate che i vostri messaggi rimangono lì, non letti neppure, per ore o giorni o settimane, sappiate che oggigiorno esiste Messanger.
E se non ricevi notifica di visualizzazione non significa che non siano stati recapitati.
Ma significa che semplicemente non li hanno letti. Stanno lì come giacenza ignorata per scelta.
Come posta spedita senza francobollo o affrancatura prioritaria. Poca importanza.
Non chiedetemi opinioni. E cosa potrebbe essere successo.
Vi garantisco che li vedi comunque. I messaggi. Che son lì. Stanno lì.
Per cui passi una volta il messaggio senza risposte e alla nostra duecentomillesima richiesta si accetta la prima scusa che azzarderanno. Passi la seconda volta. E ben venga se vi sorgerà qualche dubbio.
Ma alla terza cambiate destinatario! Siate coerenti con voi stessi. Non sprecate tempo e parole. Facciamocene una ragione. Un minimo di dignità personale ritroviamola.
Mettiamola così. In breve vi riassumo la situazione. (No dai, non ditemi che non è mai capitato a voi!)
Avete scritto il vostro bel messaggio. Inviato. Il messaggio è stata sicuramente recapitato. Non lo hanno letto. Non ancora. Non glien'è potuto fregare un accidenti di ciò che ci sarebbe potuto essere scritto. Non sono stati sfiorati dalla benché minima curiosità nei confronti vostri o del vostro messaggio.
E non ne ho idea io del perché. Pensateci però. Riflettete. Fate voi.
A me quando qualcuno mi scrive e sono online mi si riempe lo schermo di palle che nemmeno l'albero di Natale in Times Squares. Per cui se vi scrivono che non hanno ricevuto notifica. Proprio nessuna. Fate finta di crederci, Se vi va.
Ma sappiate che così è difficile che sia.
Non voglio togliere però illusioni a nessuno.
Ma preferisco chi almeno legge e non risponde rispetto a chi nemmeno legge.

E Whatsapp? Idem come sopra. Ora la storia che con il doppio check saprete che sono stati letti, stiamo riempiendo le bacheche di discussioni. E certo che son problemi.
Sì, esatto. Se vedete il simbolo del doppio check il messaggio che avete scritto ed inviato è stato recapitato e letto. E di nuovo si, con vostra pace, non vi hanno risposto. Non ancora almeno.
Certo prima era un'altra storia. Tra il momento in cui il messaggio si spediva e quello in cui si riceveva la risposta ci potevamo permettere film incredibili.
Da può darsi che non abbia visto l'icona ed io sono l'unica che gli scrive su Whatsapp.
Alla storia che ci hanno risposto ma il messaggio se l'è tenuto Whatsapp perché magari non ha registrato il pagamento triennale di 89 centesimi per il servizio.
Oppure che forse ha avuto un incidente quasi mortale e che nonostante la voglia incredibile di scriverci, semplicemente non sia riuscito proprio a farlo.
Scuse che solo la fantasia di cui l'essere umano è dotato può costruire e rendere quasi convincenti.
Sul perché non si avessero ricevuto risposte riempivamo almeno altre 3 conversazioni con amiche e cugine e conoscenti vari.
E la risposta più gettonata era "probabilmente non lo ha letto"!
Questa risposta credo fosse la cosa più assurda e incredibile e surreale che ha permesso una generazione intera (quella nostra dei whatsapp) di dormire sonni sereni.
Tanto la risposta non è arrivata perché, beata illusione, il mio messaggio non è stato recapitato o letto.
Adesso Whatsapp e il double check ci hanno tolto anche quel poco di possibilità di sognare.
Se prima ci ha fregato Messanger e Facebook con 'sta cosa di segnalare la visualizzazione o meno del messaggio, e ci siamo buttati tutti su Whatsapp che rispettava la nostra innocente illusione, adesso nulla. Niente. Fregati.
Messanger e Whatsapp non sono le Poste italiane. I messaggi li consegnano precisi e puntuali. Loro. I destinatari decideranno se rispondervi o meno.
E pace amen se ancora aspettate un cenno di risposta da questo o quell altro contatto.
E se non trova nemmeno il tempo per una semplice emoticons, per un #cuoreacazzo, così che tanto non costa nulla e non dice nulla ma ci permette l'illusione dell'attesa di almeno due righe, ecco. Il messaggio credo sia plateale. Non è cosa.
Cambiate destinatario!
L'ho già scritto ma nonostante i social, i rapporti interpersonali, se interassano, van coltivati.
Altrimenti davvero #sticavoli!
Io #celapossofare a rispondere a tutti prima o poi. Ma soprattutto continuerò a leggere ogni messaggio che mi viene inviato.
Adoro ricevere messaggi. Mi piace rispondere. Sappiate che io ricevo. Benissimo. Sia su Messanger che su Whatsapp. Se non vi rispondo è perché vorrei dedicarvi più di un secondo e di una Emoticons, ma spesso non ne ho uno nemmeno per quella. E magari è così anche per i vostri destinatari.
Quindi non siate sempre negativi. Accettate con serenità che i messaggi giungono a destinazione.
Io mi arrabbio solo se non vengono nemmeno letti.
E se prima con Whatsapp qualcuno annoverava tra le scuse e le possibilità quella che non lo avevano nemmeno letto. Niente. Non è più plausibile.
Vedete voi adesso cosa fare. Tirate le giuste conclusioni.
Ma non costruitevi storie assurde. Rimanete coi piedi per terra.
Non gridate al complotto. Non pretendetevela. Se vi interessa questa persona serenamente aspettate.
Una risposta prima o poi arriverà.
Vi lascio un riassunto del mio post. Una M as Me short list di consigli semiseri.
So che non vi riguardano. Che voi il Social e Whatsapp lo usate solo con vostro marito e fidanzato e qualche contatto per comunicazioni di servizio. Nel caso, pertanto, ignorateli. Non riguardano certo voi. Ma noi che tessiamo relazioni sui social da poter ispirare sceneggiatori di soap opera sudamericane e americane e indiane, magari queste dieci-robine-dieci possono tornarci comode.
Si sa mai! Lettere e messaggi hanno fatto la storia, hanno cambiato il mondo e ci hanno regalato momenti romantici. E sui Social continuano ad animare menti e cuori.

Immagine Aris Blog!

  1.  COSI' E', SE VI PARE. Siamo sui Social. Non perdete mai di vista questa certezza. Tutto è possibile. E l'impossibile del tutto è possibile pure. 
  2.  A VOLTE RITORNANO. Appunto, a volte. Se avete voglia scrivete. Prima o poi vi risponderanno. Ma non è detto. Appunto a volte, può darsi che ritornino. Ma anche no.
  3.  SCRIPTA MANENT. E una volta cliccato il tasto invia, il messaggio e la vostra emozione, partiranno. Non c'è possibilità di recuperarlo. E per recuperare ciò che scatenerà, probabilmente un'impresa difficile.
  4.  ONLY YOU. Ecco. No. Sui Social diventa difficile questa cosa. E voi lo sapete bene. 
  5.  NAVIGATORI. Se siete abituati a mentire sulla vostra posizione, siate attenti che la geolocalizzazione sia OFF. Ricontrollate anche più volte. Se dite che siete a Roma ma il messaggio arriva con la specifica "inviato da Milano", la prima volta potete scrivere che ha preso un satellite sbagliato, la seconda continuerà a credervi. La terza vi siete giocati la credebilità. E la relazione.
  6.  COMICS. Fumetti. Le storie che hanno troppe emoticons coinvolte solitamente partono male e non portano lontano. Se non si ha molto da dire, dopo un po' le immagini stancano e a me personalmente sanno di ripiego per non esporsi troppo, per non dedicare troppo tempo, per tenerci buoni. Sono gratis e sono di impatto. Ma dopo poco stancano. Meglio un ti voglio bene sentito che un cuore a caso!
  7. LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE. Non inoltratevi nel campo minato delle supposizioni. Semplicemente non fatelo. Non iniziate a prendere appunti e notare ogni dettaglio. Non inventatevi assurdi algoritmi per cui, se vi ha scritto alle 22.13 minuti e rimasto online altri 5 secondi e mezzo, se anche avesse controllato per altri 15 secondi la bacheca, e whatsapp, e poi ritornato e poi magari ritrovato un messaggio ma l'ho visto online per altre 3 ore ma Messanger mi dice che era attivo 1 minuto fa e mi ha salutato alle 21.24... ecco NO! Semplicemente NO! Se lo farete lasciate ogni speranza. 
  8.  SMILE. Siamo sui Social. State sereni. Sapete. Siate consapevoli. Sempre.
  9. FOCUS. Insomma non perdete mai di vista la realtà. Che non è solo e sempre e soltanto il Social.
  10. STOP! Sappiate che qualsiasi storia epistolare può essere interrotta. Se potete, fatelo con educazione. E se non ve la sentite di portarla avanti, siate capaci di interromperla!
  11. LIVE! Vivete e girate per Social. E' divertente. Ma se riuscite, continuate a mantenere e tessere relazioni anche dal vivo, anche nella vostra realtà quotidiana.

mercoledì 5 novembre 2014

M come Macchina!

M come Macchina! Mattina! Maltempo! Quando abbiamo dovuto scegliere il posto dove vivere, nel luogo che avventure lavorative ci avevano imposto, e che è il paese di origine nel profondo nord d'Italia di mio padre, io e mio marito eravamo in accordo su un unico fondamentale punto: avremmo dovuto usare la macchina il meno possibile. E così finimmo per abitare in centro. In un quartiere tranquillo. Che con le dovute proporzioni potrebbe essere la Notthing Hill di questa cittadina. Ci sono parchi con alberi secolari e ville storiche. Viali pieni di alberi. Molto verde. Una vista spettacolare sulla catena delle Alpi. (Non lavoro per la ProLoco e aggiungo un doveroso "nonostante tutto"). La macchina in effetti la usiamo proprio poco. A piedi riesco ad arrivare ad una pasticceria, una latteria, un fornaio, una gastronomia, un fruttivendolo, le scuole, un'edicola, un bar, un ristorante (molti ristoranti), un teatro, una palestra, un mercato, un parco, una farmacia, una libreria, un cinema, una posta, una banca, una profumeria, un mini market. Ed ho addirittura per ognuno di questi negozi e servizi, anche una discreta opportunità di scelta. La mattina si va a scuola a piedi. Una quindicina di minuti. Anche con la pioggia! Nessuno ci ferma. Niente stress. Solo puro divertimento. L'idea di salire in macchina e poi cercare parcheggio e poi non trovarlo e poi innervosirsi e poi pagare l'euro per la sosta e poi imprecare e poi il traffico, mi spaventa. Io e le ragazze sfruttiamo i vari oggetti impermeabili di supporto a nostra disposizione e partiamo. Un'avventura divertente tra pioggia e vento e foglie che volano. A scuola cambiamo stivali con scarpe. Recupero mantella pioggia. Ed io e il passeggino rientriamo. Con del pane ancora caldo. Con della frutta appena arrivata. Con le mozzarelle consegnate da Salerno. Con le creme per il freddo. Due cornetti. Il caffé della torrefazione. Il nostro quotidiano. E ci sentiamo felici. Abbiamo goduto anche del maltempo e dell'opportunità meravigliosa di abitare in centro. Non abbiamo temuto la pioggia. Ma anzi abbiamo saputo apprezzarla. E godere di questo evento atmosferico. Dei colori di questa stagione. Che ogni giorno ci offrono uno spettacolo differente. E serene accettiamo che in autunno piova. Che il tempo e un sacco di altre cose non si possono cambiare ma solo affrontare. E che alla fine siamo felici anche così. Lieti di non aver litigato nel traffico ed esserci presi la nostra pioggia, saltando nelle pozzanghere e comportandoci come in effetti oggi è. Una mattina senza macchina. Abbiamo scelto di vivere il centro ed in centro. Per poter camminare. Muoverci. E godere dei piccoli privilegi che questo stile di vita ci offre. #celapossofare #masme #me #mestyle #maltempo #iomimuovo #stilidivita #consapevolezza Buona giornata! Qui provincia di Como. Undici gradi. Pioggia. Vento. Autunno. Armonia.





martedì 4 novembre 2014

M come Moncler

M come Mi ero ripromessa che non avrei scritto nulla sulla puntata di Report. M come Moncler. M come Ma davvero a nessuno è mai venuto in mente da dove provenissero le piume (ma potrei anche citare la lana e la seta) che indossiamo? M come Ma solo la Moncler usa le piume? E ben vengano testimonianze e denunce di questo genere. Che possano veramente aprire gli occhi e donare consapevolezza. Ma che specificassero anche che non è che un piumino di un altro marchio di piumino o la piuma di quello che sta sopra il vostro letto, di piumino, le piume che ci sono all'interno e vi riscaldano, arrivino da oche in pensione morte di morte naturale alla fine di un'esistenza felice e serena, alle quali una volta spirate hanno gentilmente prelevato le piume per farci i piumini. E non è che non indosserete piumini ma vi riempirete le pance di tacchini e polli e mucche, anche quelli morti tutti di morte naturale? Insomma, proviamo come sempre compassione per le oche, o per l'orsa Daniza, o per i delfini. Bene. Non dimentichiamoci però anche del procione che hanno ammazzato per la decorazione del vostro berretto o del vostro cappotto. E della pecora a cui strappano la pelle durante la tosatura. E ai poveri vitellini strappati alle loro madri. Con la cui pelle ci facciamo i sedili delle macchine. Consapevolezza. Coerenza. Informazione. Continuerò a mettere il piumino. Sapendo cosa c'è sotto. Lo indosserò fino a che si consumerà. E adesso saprò. E cercherò di sapere sempre più. E migliorare. E cercherò di non trovare scuse. E giustificazioni. Si inizia col sapere. Col riflettere. #celapossofare #masme #me #marinam #moncler #myopinion
E aggiungo una considerazione. La cosa che mi sorprende, ma oramai anche no, è che gli italiani scoprono le cose ovvie. E si scandalizzano. Gridano alla disperazione. Si strappano i capelli per le povere oche. Oggi. Urlano al boicottaggio. Per ora. Ma domani, o dopodomani al massimo, continueranno sereni come se nulla fosse. Tanto rumore per nulla. Davvero nessuno comprerà mai più un piumino o un piumone o i cuscini del divano con le piume? Io, che sono utopica, mi auguro che Moncler spieghi ed eventualmente si ravveda e si faccia promotore di una piuma che sia veramente etica e magari fondi un comitato di controllo certificato a livello europeo. Se Report invece si fosse inventata tutto, Moncler dimostrasse in contrario. E in ogni caso, fosse anche Moncler colpevole delle accuse, non penso sia la sua piuma la sola sporca di sofferenza e sangue. Il resto di cui ci hanno informato sinceramente non mi interessa. Esiste una legge di mercato. Se Moncler vende ed ha un ottimo margine di guadagno, buon per Moncler. Lui offre. Qualcuno compra. Affari loro. E del mercato. Produce all'estero e non in Italia? Non è il primo e non sarà l'ultimo ad averlo fatto. Affari nuovamente loro. A me spiace, ma sapevo e mi spiaceva pure prima del servizio di Report, per le oche. Queste atrocità non dovrebbero più esistere. Spero cambi qualcosa. Immediatamente per le povere oche. Sai noi sognatori la vediamo così. Poi la mia amica Vegana estremista mi ha bruciato pure i foulards di seta. Però compra quintali di roba al supermercato preconfezionata tipo finta carne, finto ragù, finto tutto. Invece che mangiarsi buona frutta e verdura a quintali.
Per cui visto che sono in ballo a sognare, sogno fino alla fine e mi piacerebbe ci fossero più fatti concreti verso un rispetto del pianeta e degli esseri viventi che lo abitano, su una prospettiva a lungo periodo. Azioni pratiche su base giornarliera. Tanti piccoli segnali che sappiamo. Adesso. Che l'informazione ci sia. Che la consapevolezza arrivi. E soprattutto che finito il polverone, nessuno dimentichi! 


domenica 2 novembre 2014

M come Ma son soddisfazioni!

M come Ma son soddisfazioni! Questa sera ho scoperto di essere stata la sola ad aver acquistato il libro Adulterio di Coehlo alla libreria Libux! Gran soddisfazioni! Ma da una che sognava lo Sperelli e considera Il Piacere di D'Annunzio il suo romanzo di iniziazione un po' a tutto, c'è poco da fare! Per cui passi pure che Adulterio sia una sua esclusiva sul territorio canturino! La serata a teatro per la rassegna di novembre, iniziata questa sera, dove ci saranno i libri come protagonisti in scena, è stata piacevole. Io e Barbara ci siamo sentite quasi attrici di una puntata di Sex and the City. No, aspettate. Mi correggo. Molto poco in the City. Ma molto sexy. Noi. Che crediamo che la cultura non abbia un dress code. Si può essere lettori insaziabili e assetati di cultura e girare in stiletto e avere uno stile differente dal tipico dress code che spesso uniforma i gruppi culturali e intellettuali in Italia? Si riesce ad essere ed apparire? Spesso ancora si identifica la voglia di sapere e di cultura in determinati capi di abbigliamento. Come ha potuto la cultura impadronirsi di determinate caratteristiche di un certo stile e farle diventare sue testimonial? Io ritengo che la cultura debba essere oggi dress code free. Permettere a chiunque di essere ciò che è. Libero di essere soprattutto se stesso. Oppure che ognuno mantenga il suo code, cioè il suo stile. E con questo comunichi al mondo la sua filosofia, le sue origini, i suoi gusti. Ma non la sua appartenenza culturale. L'espressione della propria identità, anche culturale, deve essere libera. Il nostro dress code deve raccontare ciò che siamo. Ma non deve etichettare i limiti di ciò che sappiamo. O potremmo sapere. Il nostro cervello non deve avere imposizioni. Il nostro corpo deve essere espressione di ciò che sentiamo, viviamo, conosciamo. E rappresentare la testa. Essere interessanti non significa per forza non apparire interessanti. Libertà di espressione e movimento e abbigliamento. E scegliere anche di essere fashion non significa rinunciare al sapere. L'alternativa sarebbe insomma un po' come giudicare il libro dalla copertina. O una libreria dalla porta di ingresso. Il dress code della cultura sia libero. Trasgressivo. Alternativo. Differente per ognuno di noi. Anche perché per essere sexy ci serve alla fine comunque il cervello. E quello lo puoi solo riempire, arricchire, allenare. E puoi vestirti o travestirti. Apparire. O essere. Ma alla fine ciò che mostreremo sarà ciò che veramente conta ma che non si vede: la nostra essenza e la nostra intelligenza. In sandali tedeschi o tacco 12 italiane!
#celapossofare #feedyoursoul #sexybrain


Serie "Details". Anche le fashionistas leggono. E frequentano teatri!



Serie "Details". Bollicine e sguardo di chi legge Adulterio e Il Piacere. E non se ne vergogna!
(No vabbè il selfie no!)


Serie "Details". Va in scena Libux.




Serie "Details". The city.



Serie "Details". Sexy in the City.



Serie "Details". Mostra collettiva "Ai confini della forma".



Serie "Details". Smart and Sexy! 

M come Mi piace: Novembre a Teatro è il mese delle librerie!

M come Mi piace molto il fermento culturale. Il Teatro San Teodoro di Cantù è una vivace realtà su un territorio che spesso sente la mancanza di queste attività. Quindi non potete mancare quando eventi come quelli di novembre ci vengono offerti!
Cibo per la mente. Nutrimento per l'anima. Ricchezza per la vita.

Novembre al Teatro è il mese delle Librerie.
Si inizia questa sera con una delle Librerie del cuore nella città di Cantù. Sempre attiva. Occasione di ritrovo il sabato pomeriggio.
Che profuma di libri, di fantasia e di amore. Che è bello frequentare. Dove è bello respirare l'aria dell'atmosfera che ti avvolge quando varchi la loro soglia.
Dove è normale perdersi e curiosare tra i libri.
Dove quando esci ti porti via un pezzo di mondo incantato.
Un po' di entusiasmo e un abbraccio alla testa.
Io quando esco mi sento meglio. Più ricca. Più leggera.
Più bella!
Grazie a Filippo e Manuela!
LIBUX
http://www.teatrosanteodoro.it/novembre-al-san-teodoro-e-il-mese-delle-librerie/


#masme #feedthebrain #feedyoursoul #libreria #teatrosanteodoro 

#culturaforfree #openyourmind

M come il Mio lago per Nespresso!

M come Ma si! Lo condivido! Mi sono svegliata e questo video è stato il primo post che mi è apparso quando ho aperto Facebook. M come Meravigliosamente simpatico! Da Villa Erba, dove ho avuto il privilegio di essere anche ieri, ecco a voi il nuovo spot Nespresso... con Mr. George Clooney. Buongiorno! #celapossofare What else? #lakecomo #vitadalago#masme #me #clooney #villaerba #nespresso

http://www.youtube.com/watch?v=TXE00z9YwJ0


http://www.youtube.com/watch?v=TXE00z9YwJ0

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