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domenica 8 marzo 2015

M come Meraviglie! Alice Ristorante


M come Meraviglie!
Quelle di Alice Ristorante.




L'Alice al quale fanno riferimento è l'omonimo pesce.
Presente nel loro logo.
Le meraviglie, 
sono quelle che fanno e vivono e donano ogni giorno!

Dove?
Alice ristorante. 
Milano
Ultimo piano del palazzo Eataly 
(ex teatro Smeraldo) 
Piazza XXV Aprile, 10

Aperti a pranzo e a cena
Chiuso la domenica
Una stella Michelin


Chi?
La chef e La boss. 


Avete capito che sto parlando di Viviana Varese e Sandra Ciciriello.

Photo credit web

Voglio raccontare di loro e di un'avventura. 
Di grande successo.
Che è magica. Che è folle. Che è una storia meravigliosa.
Di sacrifici. Di passione. Di talento. Di amore.
Di Alice e di due donne.
Che sono imprenditrici impavide.
Che sono esempio di perseveranza e di coraggio.
Che sono soprattutto artiste e professioniste.
Costanti perfezioniste.

Che lavorano con la mente e con le mani e con gli occhi e con i sensi.
Ma soprattutto con il cuore.

E questo le rende uniche. 
Straordinarie artefici del loro successo.
Instancabili. 
Come quando con una mano bruciata Viviana continuò a lavorare.
Fino a che l'ultimo commensale si alzò. 
Soddisfatto e ignaro del dolore della chef.
Che solo quando chiuse il locale, si è recata in Pronto Soccorso.

Questo è uno dei tanti aneddoti raccontati con sincera spontaneità 
e volontà di condivisone, da Sandra e Viviana.
Ieri sera 7 marzo, ospiti della serata evento
presso il museo del legno Riva1920.



Hanno parlato con il cuore. Anche ieri. A tutti noi.
Forse senza nemmeno rendersi conto di quanto ciò 
che ci trasmettevano con spontanea naturalezza ed umiltà 
sapeva davvero di meraviglia. 
Di qualcosa fuori dall'ordinario.
Di eccezionale.
Viviano e Sandra, con la loro storia, rappresentano 
un grandissimo esempio di vita.
E sono il loro ristorante, 
nato dalle materie prime scelte da Sandra e dalla creatività di Viviana.
Dalla loro voglia di essere se stesse e fare ciò che sono nate per fare:
renderci felici!
E fare meraviglie!
Con il cibo e i prodotti della nostra bella Italia
 Portavoce di un paese, il nostro,
spesso sottovalutato che ancora poco emerge.
Ben vengano storie come la loro!
Loro sono la sostanza e l'essenza. 
I profumi e l'armonia. La forza e la dolcezza.
La determinazione e la follia.
Ed Alice Ristorante è loro. 
Loro sono l'anima bella 
(nome di un piatto del loro menù che potete trovare sul loro sito) 
di un'Italia che è donna e cucina e tradizione e cultura e fantasia.




E Maurizio Riva, dell'azienda Riva1920
anche loro esempio di grande
specializzazione ed artigianalità e tradizione e passione,
che ha creato i tavoli capolavoro del ristorante Alice, 
rigorosamente da usare senza tovaglia come richiesto e voluto dalla Chef e dalla Boss, 
non a caso le ha invitate il giorno prima di quello dedicato alle donne.

in cui nulla è lasciato al caso.
Ed ogni elemento è parte del percorso che è l'esperienza di un pasto da loro.
Con loro.




E averle e viverle in diretta ieri sera è stata ispirazione. 
E' stato commovente. 
E' stata energia ed entusiasmo contagioso.
Esempio per tutti di come a volte, i sogni, se ci si crede, 
e si lavora bene e con impegno e con perseveranza,
si possano avverare.

Da quella primavera del 2007 Alice ristorante è cresciuto. 
Il 21 marzo festeggerà il suo compleanno.
Nei video proposti e commentati dalle due protagoniste della serata, 
che trovate alla fine del mio post,
si vede questa trasformazione che è un'evoluzione naturale 
ma che conserva la sua essenza.
Più volte nelle loro parole e guardando ammirata e curiosa
 le puntate della loro dura vita nella gestione di una cucina stellata 
(trasmissione creata da Real Time per loro), 
ho percepito quanto sia necessario il rigore e la disciplina. 
Il talento e la preparazione.
Ma ciò che emerge sempre, e che credo sia l'ingrediente fondamentale per ogni storia di successo, 
è il cuore.
La ricetta è semplice ed esclusiva.
Ricercata e illuminante.



Il segreto?
E' l'amore che queste due donne mettono nella loro vita. 
Hanno creduto in loro stesse. 
Hanno avuto fame di creatività.
Hanno saputo osare.
Hanno rischiato. 
E sono state considerate folli.
Rimanendo loro stesse, 
investendo sulle loro conoscenze e capacità, 
hanno seguito il loro istinto, 
ed hanno concepito Alice Ristorante.
Lo hanno desiderato. 
Lo hanno realizzato. 
Lo hanno fatto vivere.
Lo hanno amato. 
Lo hanno fatto crescere.

Alice ha meritato una stella. E non è per tutti, quella stella.
Loro, e noi che amiamo il cibo stellato, lo sappiamo bene.
La stella, arrivata nel 2011, non è stato un traguardo. 
Ma un nuovo inizio.
E la decisione di spostarsi nel cuore di Milano, 
in una location strategica e a perdifiato su questa città,
 che non è la loro ma hanno deciso ancora una volta con amore 
di volerne fortemente fare parte e anzi, diventarne protagoniste, 
si è rivelata geniale!

E proprio durante questo viaggio verso l'alto hanno accettato un'ulteriore sfida.
Quella delle telecamere di Real Time.
Altro passo. Sfrontato. 
Ma che ha davvero catapultato loro, Viviana la chef e Sandra la boss, 
in un mondo fatto di autografi, fotografie e fan!
Meraviglia anche questa! 
Sì, perché non di solo chef uomini è fatto il mondo dell'alta cucina.
Ma anche di donne. 
Che hanno carisma, capacità e fascino anche in cucina. Anche in sala.


Al momento dell'intervista, a fine serata, avevo il cuore pieno di emozione.
Ci avevano detto molto. Ci avevano trasmesso molto.
Donato tanto.
Le domande che avevo preparato non mi interessava più farle.

Poco importa se ci sarà o meno un'altra stagione 
di La chef e la Boss.
So che se sarà, 
saremo tutti qui ad aspettarla,
 e seguirla con ancora più entusiasmo 
ed interesse della prima stagione.

Poco importa sapere come e cosa 
bisogna fare per ambire a diventare chef.
Hanno dimostrato come le persone che lavorano con loro 
siano premiate, 
siano gratificate, 
e siano coinvolte 
come elementi fondamentali 
di un'orchestra che suona armoniosamente 
quando all'unisono, 
sono sapientemente diretti da due grandi direttrici d'orchestra.
E si suona insieme.
Tutti responsabili della melodia che giungerà 
ai destinatari finali.
Ce li hanno presentati tutti. 
Fotografati da Azzurra Primavera.
Ognuno libero di interpretare se stesso.
Di essere se stesso.

Photo credit web

In una gerarchia che Viviana più volte ha sottolineato essere importante.
E che altrettante volte ha dichiarato che il capitale umano, tutti ed ognuno,
siano fondamentali per la perfezione.





E li hanno inclusi nel loro ultimo libro. 

Anche questo è meravigliosamente importante. 
Accordi. Armonia.
Da studiare. Da provare. Da rendere perfetti.


Poco importa se riceveranno un'altra stella.
E magari un'altra ancora, dalla famosa guida.
Quella che hanno è di grande valore 
e sono certa che non sarà la prima.
E mangeremo da loro. Comunque. E ritorneremo.
Innamorati!


L'Expo e la grande opportunità?
Sarà Milano. Sarà food. Sarà eccellenza. 
Sarà straordinario. E unico.
E loro, ci saranno.

E poco importa se si aspettassero o meno 
il successo che la visibilità della tv ha donato loro.
L'avrebbero avuta comunque.
Ed è meritata!
Come annunciato in quella riga, 
citata su un famoso quotidiano, 
quando ancora erano solo Viviana e Sandra, 
"due nomi di cui avremmo sentito parlare"!

E il successo è arrivato enorme e avvolgente come era naturale che fosse.
Perché quel cuore, quella passione, quell'amore 
che loro mettono nella loro attività, 
la percepiamo, l'assorbiamo, la trasmettono, la cucinano, la donano.
E non possiamo non innamorarci.
Dei loro capolavori. Della loro atmosfera.
Della loro accoglienza.
Del loro cibo.
Del loro vino.
Di loro!!!


Ringrazio Viviana e Sandra. 
Straordinarie e vere. 
Essenziali e ricercate.
Testimoni di un amore per il cibo e la cucina 
e protagoniste di un legame che è istintivo e primordiale e tribale,
quello tra due donne amiche e socie,
quello delle donne ed i prodotti della terra che sanno trasformare e donare.
Quello delle donne e delle loro radici ed origini.

Quello che si vive da Alice Ristorante è un'esperienza multisensoriale.
E' archittettura, è magia, è poesia, è colore, è sapore, è profumo,
è innovazione, è design, è alta cucina, è immaginazione, 
è arte, è sole. 
E' soprattutto amore.
Grazie! Perché abbiamo bisogno di donne come voi!
Di cibo come il vostro. 

Photo credit web

Che è portatore di messaggi.
D'amore!
Il vostro messaggio siete voi. 
E' il vostro Alice Ristorante. Delle meraviglie!
Ma siete, ancora una volta, voi. 
Andiamo a trovarle. 
Frequentiamo Alice.
Che, sarà naturale e straordinario e spontaneo, 
delizioso e indimenticabile,
e crescerà ancora!

M as me

Io ho scritto e cercato di trasmettere le mie emozioni, ma guardate questo video, 
queste sono loro. 







mercoledì 11 febbraio 2015

M come Mercoledì Undici Febbraio


Photo credit: Google

M come Mercoledì Undici Febbraio.
M come Marina. Che crede nell'amicizia. Quella tra donne.
Quella che se le donne sapessero che potere ha la complicità, invece che la competizione,
saremmo noi a fare girare il mondo.
Non che non penso che siano le donne comunque a farlo.
Ma lo faremmo in maniera poderosa. E non parlo di parità o di emancipazione.
Il discorso è più semplice. Più elemetare. Più antropologico che sociale.
Noi ragazze abbiamo il mistero della vita creatrice nei nostri corpi.
Abbiamo racchiuso in noi il sesto senso di chi ha nel DNA la capacità di amare. Di donarsi.
Di donare. Di sopravvivere. Di stare insieme.
Purtroppo preferiamo a volte invidiarci. Ferirci.
Metterci a sgomitare invece che tenerci per mano.
Se solo imparassimo a concorrere, a correre insieme.
E non a combatterci.
Se solo credessimo in questo nostro potere, la vita per noi sarebbe più semplice.
Avremmo sostegno e complicità. Rispetto e potere.
E la vittoria di una sarebbe la vittoria di tutte.
E se una di noi cade, avremmo una comunità intera pronta a tenderci la mano ed abbracciarci e permetterci di rialzarci.
Un gruppo di meravigliosi esseri umani uniti semplicemente perché meglio insieme che contro. Donne che sono l'essenza.

Photo credit: Google

Io sono sostenitrice del legame atavico e magico che esiste tra noi donne.
Una sorellanza tribale.
La nostra sensibilità. La nostra fragilità. La nostra forza. La nostra dolcezza.
Il nostro saper esserci con una parola e con un semplice abbraccio.
E allora cerchiamo di promuovere questo nostro potere. Pratichiamolo. Sempre.
Lasciamo perdere cattive parole e scontri e bassezze e meschinità.


Io amo le mie amiche donne. Amo le mie amiche mamme. Amo le mie amiche.
Amo le mie sorelle per scelta e non imposte.
Perché è con loro che mi confido. E' su di loro che posso contare. Comunque.
E magari mi sbaglio e prendo delle fregature. Ma non m'importa.
Io continuo a credere in questa magia.
Non mentiamo tra noi!
Non mettiamoci in discussione. Se non per spronarci a migliorarci.
Accettiamoci. Sosteniamoci. Manteniamoci. Mettiamoci a disposizione.
E magia sarà. Senza lotte. Senza fatica.
Semplicemente mantenendo un legame che è solo nostro. Che ci appartiene da sempre.
C'è un mondo e una società che vuole zittire e affievolire e annullare questo nostro legame.
Questa nostra alchimia.


M come Ma davvero ragazze! Ma che potere abbiamo nelle nostre Mani!
Insieme è più bello. 
E lì, dove la frenesia ci ruba tempo ed energie, 
una parola o un messaggio o un sorriso o uno sguardo d'intesa, riscaldano i cuori!
Non perdiamo tempo in perfide parole o in pettegolezzi inutili.
Facciamo scorrere i nostri difetti, che sicuramente abbiamo, ma apprezziamo il bello.



Uniamoci e soprattutto non annientiamoci tra noi.
M come Ma quanto sarebbe bello!
Oltre le idee politiche, oltre i pregiudizi, oltre alle nostre origini, 
oltre ciò che è accaduto in passato, oltre ogni muro che abbiamo alzato, 
oltre ogni vuoto... 
se si potesse ritrovare affetto e abbracci e un sorriso, 
sarebbe Magia!



Meno pettegolezzi. Più comprensione. 
Più empatia! Più compassione. Più sincerità. Più dolcezza. Più gentilezza.
Basta malelingue. Meno sguardi di rabbia. Saluti forzati.
Siamo comunità. Siamo tribù. 
Siamo "meglio unite che contro".
E siamo ogni giorno noi per prime migliori.



Non dimentichiamo mai il potere dei sorrisi, degli abbracci, dell'amicizia.
Non sottovalutiamo la capacità di essere migliori.
E le donne più forti che fanno parte delle comunità più potenti, 
sono quelle che si sostengono a vicenda creando energia 
e non quelle che si distruggono schiacciandosi egoisticamente le une con le altre!
E iniziamo con oggi, Mercoledì undici febbraio. Ad essere noi per prime, migliori!
Buon Mercoledì Mie impavide signore che mi leggete!
M as me







mercoledì 14 gennaio 2015

M come Ma che li faccio a fare? Di buoni propositi e risoluzioni di inizio anno!



M come Ma che li faccio a fare?


I buoni propositi. Quelli di inizio anno. Ecco. Non ne avrei dovuti fare. 
Lo avevo anche pubblicamente scritto, invece, come ogni anno, 
puntualissima mi ci sono messa. A farne.
E di conseguenza anche a non mantenerli.




Divisi in tre gruppi. Ben distinti. Belli in evidenza. 
Per ora almeno stanno ancora lì.
Pieni di speranza.
Per essere soprattutto... aspettate che faccio fatica anche a scriverla quella parola...
ah sì, per essere soprattutto mantenuti! 
M come Mantenere!
Grazie alla mia personale esperienza nel primo insieme ci metto i propositi "evergreen".
Sempre verdi. Sempre comodi. 
Che sono validi e pronti per essere mantenuti in ogni momento dell'anno.
Qualsiasi cosa succeda. Qualsiasi anno. Sempre gli stessi.
E nel caso, arrivati al 31 dicembre, non siano stati considerati, torneranno buoni, 
nel caso fossimo a corto di nuovi impegni per l'anno successivo, 
rinnovati e trasferibili i primi giorni di gennaio.
Di qualasivoglia anno che inizierà.
Insomma non fanno male se non verranno mantenuti. Sono senza scadenza.
E come una certezza, ci fanno compagnia. 
Si riciclano facilmente e non passano mai di moda!
Qui ci metto il classico "da domani a dieta". Seguito dal pratico "basta perdere tempo".
Al generico "non mi farò più tentare". 
E dal consueto "in palestra due volte alla settimana".
"Più tempo per me". "Meno chiacchiere". "Risparmierò 1 euro al giorno". 
"Rientrerò nella taglia 40".
"Mai più cibo spazzatura".
Violare questi propositi non creerà scompensi. 
E non provocherà danni maggiori di quanti non ce ne fossero 
al momento della scrittura degli stessi. 
Sono comuni a molte persone. 
E spesso (o molto probabilmente) sono quelli più citati e meno mantenuti. 
Ma anche quelli che ogni tanto, per qualche giorno o per qualche ora, magari, 
verranno quantomeno considerati validi e obiettivi da raggiungere! 
Prima. O poi.



Il secondo gruppo è quello dei propositi fatti per essere violati. Sì, esatto.
Perché ognuno di noi sa 
che ogni impegno preso e finito sotto questa categoria,
 sarà sistematicamente non mantenuto.
Se quelli dell'insieme prima qualche volta per qualche giorno possono anche valere, questi no.
Scriverli significa avere la certezza immediata che verranno automaticamente autoannullati.
Ma è bello farli e adattarli all'anno nuovo. 
A seconda della situazione che stiamo vivendo.
Al nostro pezzo di storia che stiamo vivendo.
Mi ricordo un certo "giuro non gli rivolgerò più la parola".
Per poi ambire all'uscita della discoteca ad un ciao per attaccare conversazione.
O il più moderno "se non mi clicca mi piace ad altri due post lo/la elimino dai contatti"!
Si, come no!?!?! Non lo fareste nemmeno se vi insultasse pubblicamente.
Rientrano in questa categoria:
 "non userò più la macchina". "Non comprerò più borse". "Userò meno Whatsapp."
"Non mi arrabbierò più". "Questa è l'ultima sigaretta". "Controllerò la mia rabbia". 
"Non sarò mai più in ritardo!". "Basta bere alcolici". 
"Se mi invia la richiesta di amicizia non accetterò mai."
"Domani mi cancello da Facebook".
Insomma utopie più che propositi. Perfetti per essere trasgrediti. 
Ma che caspita, non provare nemmeno a metterli nell'elenco 
varrebbe come una resa ancor prima di averci provato, 
e una mancanza di fiducia in noi stessi.
Se quelli della prima categoria sono i più comuni, questi sono i più popolari! 
Quasi un "must".

Ed ecco invece il gruppo vero. 
Quello che se riusciremo a mantenerne uno, 
basterà ad aumentare la nostra autostima e ritrovare energie 
per poter rimettersi lì e osare riscrivere una nuova lista, tra dodici mesi dodici.
Qui ci piazzo quelli semplici. Quelli che si vincono facile. 
Ma che fa bene sapere di poter mantenere.
Tipo... "non indosserò più scarpe ballerine, vedere nota 1".
E alla nota 1 si legge: 
"per ballerine si intende solo quelle comprate nel quinquennio precedente. 
Violazione di questo proposito non includerà i nuovi modelli acquisiti dal primo gennaio".
Oppure... "cinque porzioni di frutta quotidiana". Già lo faccio. 
Mantenerlo è semplice abitudine e non interruzione di una routine. 
E perseverare in questo caso è tutta salute.
"Non dormire più di otto ore sulle 24". 
Ci pensano le mie bambine a far si che ciò avvenga. E mi viene benissimo!
"Non commentare post di polemiche su Facebook". 
Mai fatto ma ricordarsi di continuare ad evitarlo non fa mai male.
E poi un sacco di risoluzioni pratiche quotidiane. Tipo "puntare la sveglia 15 minuti prima per poter bersi un caffé senza fretta". 
O "non conservare vestiti che non metteresti nemmeno per scendere a firmare una raccomandata". 
"I saldi non provocano dipendenza". 
Robe così. Filosofia in breve.
E quello che ho messo al primo posto quest'anno... 
"essere più sintetica quando scrivo. Evitare di essere prolissa".
Interrompo qui. Questo post. 
Per il semplice motivo che M as me debba mantenere il suo proposito.



E voi? Li fate i buoni propositi? 
Siete dei perfetti commercialisti della vostra vita 
e siete in grado di chiudere bilanci positivi 
e farne di preventivi che rimarranno il più veritieri possibili?
Oppure preferite essere flessibili e clementi con voi stessi. 
Nessun proposito per voi!
Senza propositi almeno, non ci saranno limiti.
E senza limiti non dovranno esserci richieste di concessioni.
E nessuna violazione. E nessun senso di colpa. Di nessun tipo.

Aggiornamento degli ultimi minuti. Ho appena aperto il documento che avevo fatto.
Quello con i tre insiemi di cui sopra. Ben elencati e distinti.
Ed ho cliccatto icona cestino. E dal cestino ho cliccato "elimina".
Il computer più ligio di me mi chiede se sono sicura di voler eliminare tutto il contenuto 
e che la mia azione sarà irrecuperabile.
Sì. Cancella. Elimina. Fai sparire tutti i gruppi. Nessun proposito quest'anno!
L'avevo deciso e scritto mercoledì scorso. E già comincerei malissimo.
Avendo non mantenuto il proposito di non fare propositi!

Per il 2015 semplicemente cercherò di "essere".
Esatto. Essere per prima io il mio buongiorno. 
Il mio impegno quotidiano.
Più artista e meno commercialista.
Più disegni e meno conti. 
Più colori e meno "dare/avere".
Meno previsioni. Più vita. Più fantasia. Più sorrisi.
Meno buoni propositi. Più essenza. Più praticità.
Meno parole. Più Me!
Spero. Ci ritroviamo mercoledì!
Vostra,
Emessmì



mercoledì 31 dicembre 2014

M come Mercoledì trentuno dicembre Duemilaquattordici!


M come...
Mercoleditrentunodicembreduemilaquattordici!



E così, anche quest'anno, come da calendario, sta per terminare.
Tra giorni lieti. E giorni tristi.
Sorrisi, risate. Magari anche dolore e lacrime.

In un susseguirsi di attimi. Di istanti. Che chiamiamo giorni. E diventano anni.
Che passano. Come da calendario. E che sono semplicemente vita.

Non sempre magari sono stati come avremmo voluto che fossero.
Altre volte inaspettati, sono stati invece più dolci di come avremmo pensato potessero essere.
L'importante, e sembra retorico e scontato, ma non lo è per niente, 
è che ad ogni giorno ne possa seguire un altro.

Un calendario e la fine di un anno possono servire per una visione d'insieme più ampia.
Uno sguardo ad un passato che è trascorso. Comunque. E di cui essere grati.
Ed una prospettiva pratica verso un anno che inizia. Che sia sempre migliore di quello precedente.
Si prenda il nuovo calendario, e lo si apra.
Spesso ci aspettiamo che siano gli altri a renderlo bello.
A riempirlo. A colorarlo.
Invece io, quest'anno, come proposito per il nuovo anno, non farò buoni propositi.

Metto me stessa come unica causa ed effetto della riuscita di ogni mio giorno.
Indipendentemente dagli eventi, 
cercherò di essere. Per poter fare!

Facendo in modo di impegnarmi affinché ciò che è nelle mie possibilità, succeda.
Far si che la nostra predisposizione al sorriso, alla positività, alla bellezza, 
partano dalla nostra volontà a guardare oltre.
E non aspettare che quell'oltre sia domani o dopo o siano gli altri.

Essere sorriso. Essere pace. Essere amicizia. 
Essere mano che stringe. Essere abbraccio.
Essere verità. Essere luce.

Essere capacità di lasciare perdere le cose che avvelenano. Che innervosiscono.
Che ogni giorno sia un nuovo inzio. 
E il calendario sia solo una necessità per dare forma ad un tempo che scorre.
Facciamo in modo di non subirlo. Ma di viverlo! Ogni adesso. Ogni giorno.

E a mezzanotte di questo trentuno, e ogni sera di ogni nostra giornata, 
con il resoconto di ciò che abbiamo vissuto, lasciamoci dietro anche i rancori, 
le cose che ci hanno tolto tempo, le discussioni, 
e ripensiamo, 
tenendoceli stretti pieni di riconoscenza, 
gli abbracci, i baci, le buone parole, le belle persone e coloro che ce li hanno donati.

Che si possa continuare a sognare. Che non significa per forza credere ai sogni.
Che la mente accetti la speranza. 
Che non è utopia od illusione.
 Ma che è certezza dell'oggi e fiducia nel domani.
E nell'amore!

Buon nuovo anno portando nei cuori chi ha terminato la sua vita. 
Ma che continua a vivere nella nostra. 
Col potere dei ricordi e dell'amore! Oltre la morte e il tempo ed il dolore.

Che il Duemilaquindici sia serenità, letizia, fermento, zucchero e sale. Vita!
E che il sole e la luna illuminino sempre i nostri giorni 
in un alternarsi di nuvole, 
di eventi, di umori.
E di giorni e di mesi! 
Che il tempo che scorre comunque, sia vissuto!

Siamo per primi noi ciò che vorremmo che gli altri fossero.

Respiriamo. Meno critiche e giudizi. Più compassione ed empatia.
Facciamo e non pretendiamo.
Ritroviamo il bello che abbiamo intorno a noi. 
Spostiamo lo sguardo alla ricerca di ciò che riempie e non ciò che svuota.
Che si possa essere energia! Siamo noi stessi!
Siamo ciò che ci rende felice. Rendiamo felici! 
Siamo ogni giorno, il nostro buongiorno!
Che si possa essere il più possibile autori 
e artisti della nostra vita!
Ci troviamo l'anno prossimo!
Prospero e abbondante di cose belle sia l'anno Duemilaquindici!
Vostra, piena di riconoscenza e amore,
M as me 




mercoledì 24 dicembre 2014

M come Magia della Vigilia di Natale!

M come Magia! 
Fino a quando al mondo ci sarà qualcuno che crederà che in questa notte 
qualcosa di magico succederà, varrà la pena di continuare a sognare! 

Che in questi giorni di festa ci siano cuori pieni di amore e non solo pance piene di cibo. 
Che si possa ascoltare e non solo parlare. 
Che si possa ricevere e anche donare. 
Abbracci e baci e parole sinceri. 
M come meravigliatevi per il vostro respiro. 
Per la vostra capacità di sorridere. Nonostante tutto. 
Vivete la magia. Assorbitene il bello ed il buono. 
Andate oltre a tutto il resto. Siate riconoscenti per ciò che si ha. 
Ed è spesso molto di più di ciò che si pensa. E certe cose valgono tanto! 
Siate luce e lasciatevi illuminare. 
Rispettate chi non si sente di festeggiare. 
Rispettate chi celebra con allegria. 
Natale è rito e tradizioni. 
Natale è come uno desidera sentirlo!
Ognuno viva questi giorni con la semplicità che il Natale per me è: 
Luce che possa essere speranza e pace e che infonda amore. 
Per tutti!
 Buon Natale! 




martedì 9 dicembre 2014

M come Ma può bastare un grazie?

M come Ma può bastare un grazie?
Un'amica qualche giorno fa mi scrive.
"Ho un sacchettino per Me! Da parte di una persona che ti legge!"
"Ma dai! Per Me? Davvero?".
Solo l'idea mi aveva riempito di entusiasmo.
Mi precipito a ritirarlo. Un sacchettino pieno di farfalline colorate. Che carino!



Mi piace! Lo appoggio sulla quinta mensola della mia libreria.
Davanti ad una seconda fila di libri. Non a caso.
A misura di sguardo. Lo aprirò dopo. Con calma. Ma nel frattempo è lì. Mi dona allegria!
In attesa di potergli dedicare la mia attenzione.
Intanto mi compiaccio del pensiero che qualcuno che non conosco, aveva trovato tempo e volontà per fare qualcosa per Me.
Passo davanti al mio sacchetto con le farfalle. Parecchie volte. 
E sorrido.
Il semplice fatto che qualcuno avesse pensato a Me e avesse avuto premura di recapitarmi un dono, bastava per essere felice. E provare gratitudine.
Le bimbe si addormentano. Posso finalmente dedicarmi al mio regalo. Prezioso.
Perché è proprio per Me. Apro il sacchetto. Trovo un pacchettino. Bellissimo.





Che a sua volta da solo è talmente bello che ho creduto fosse esso stesso il dono.
Carta pregiata piegata e richiusa con estrema cura e attenzione.
Un fiore realizzato a mano. Bianco. Appoggiato sopra.
Un laccino naturale di chiusura che abbraccia delicatamente il pacchetto di forma cubica.
Un equilibrio meraviglioso. Raffinata eleganza. Minimale ma esclusivo. Lo osservo.
Lo prendo e lo riposo. Lo ammiro. Sorrido. Sono grata. E sono felice. Che bello!
Curato in ogni dettaglio. Esito ad aprirlo. Leggo il delicato bigliettino.
"Prodotto con amore"! Che emozione! Da "Piccolo Cuore"!
Pauline C! Che dolce e talentuosa che è! E assai generosa e gentile.
Io non la conosco. Non so chi sia. Ma so che mi ha donato qualcosa di magico.
Mi commuovo. Ha voluto recapitarmi, pur non conoscendomi, un dono, pensato e creato e realizzato con amore, per Me. Perché mi legge. 




Ma io me lo merito tanto affetto?
Infinita riconoscenza. Sento profonda gratitudine. Per te, Pauline. Dal grande cuore!
Un animo gentile. Una donna che ha voluto fare qualcosa per Me.
Che ha trovato un'amicizia in comune.
In grado di recapitare il suo dono. A Me!
Ma un grazie è sufficiente? A volte vorrei smettere di scrivere. Non so fare molto altro.
Ho enorme ammirazione per chi, come Paola invece, ha doti di grande manualità e creatività.
Che sanno veramente inventare e realizzare degli oggetti preziosi.
Dando vita alla fantasia ed alla magia dell'arte!
Mi decido ad aprire il mio pacchettino. Lo faccio con estrema cura.
La stessa con cui è stato confezionato.
E trovo una scatolina la più dolce che possa esistere. 
Mi stupisco.
Piena dia zuccherini. Cubetti perfetti. Con cuoricini piccini.



Regolari e profumati di colore rosa e viola. Sul bianco ottico dei cristalli di zucchero.
Mi emoziono ancora di più.
Perché quelle zollette sono proprio M as Me! 
Perché pur non avendomi mai incontrata, Pauline C. sembrava sapesse esattamente cosa mi potesse colpire al cuore e riempirlo di amore!
Un piccolo scrigno pulito e trasparente e lucido che contiene i colori delle mie bambine.
Bianco e rosa e viola.
Amo le linee perfette.
La luce rende tutto luccicante. Brillano ed emanano scintille di amore.
Mi commuovo ancora. Tengo tra le dita un quadratino.
Che meraviglia semplice e delicata e dolcemente intensa.
Mi inebria il profumo di dolcezza. Che sa di amore.
Sincero. Spontaneo. Semplice. Prezioso e meraviglioso!



Io credo agli intrecci speciali. Al caso che permette che questi incontri accadano.
Tolgo dalla scatoletta quattro zollette.
Sono sicura le mie bambine la mattina saranno piene di sorpresa nel trovarle sul tavolo per loro.
Due a testa!
E che sia Magia quel momento. Che lo vivano come solo i Bimbi sanno apprezzare i gesti e le cose piccine ma che hanno valore inestimabile.
Io quella sera mi sono sentita felice. Piena di amore. Coccolata da quella scatolina.
E avvolta da quella magia!
Tesoro prezioso che ha saputo scaldare una giornata ed un periodo comunque difficile.
E' arrivata inaspettata. Ma ha saputo riempire i miei occhi di luce.
Luminosa è Pauline C. che è magica.




Mi sento onorata. Mi legge. Mi ha dedicato questo grande gesto.
Le ho scritto. Chiedendo il permesso di poter raccontare questa bella Storia.
E la mattina successiva Seienne e Sedicimesenne erano inebriate dalla vista di quei cubetti brillantosi e scintillanti. Li hanno trovati sui loro cuscini.
Erano stupite ma piene di entusiasmo. Non sapevano bene cosa significassero o da dove venissero.
La piccola li ha presi e li ha messi subito in bocca.
Felice. Come solo chi si riempe la bocca di dolcezza. Spontanea e sicura che fossero cose buone!
Oltre che belle!
Con un sorriso pieno di gioia e di gratitudine per questa sorpresa di prima mattina.
Lei che è golosa e che apprezza ogni gusto zuccherino.
Che faccia piena di soddisfazione!



La grande li ha tenuti in mano. Non osando mangiarli.
Li ammirava come fossero degli oggetti preziosissimi.
Li teneva tra le manine. Apoggiate sul palmo.
Ha notato i due cuoricini e i due colori. Rosa e viola.
E continuava a chiedersi "Ma chi può averceli lasciati?".
"Tu cosa credi Vee"?
"Non lo so, ma sicuramente chi ce li ha donati ci vuole molto bene"!
"Credi?".
"Mama questi zuccherini possono essere solo un messaggio d'amore!".
"Grazie grazie grazie per questo amore"!
"A chi dici grazie, Amore mio?"
"A chi ce li ha donati!"
Ed io mi unisco nuovamente a questo grazie.
A Pauline C. che ci ha donato questo abbraccio, questa coccola, questo amore.
Che è inestimabile. Prezioso. Gesto di enorme gentilezza e generosità e amore.
Grazie Pauline C.!
Possa tu riuscire a far diventare il tuo talento e la tua passione, la tua professione principale!
Perché sei davvero bravissima a trasmettere amore con i tuoi doni preziosi e gentili!
E sarebbe come fare magie! E rendere le persone felici! E quale lavoro migliore!?!
Io ci credo. Con te. Perché adesso ti voglio un gran bene, Pauline!

M come Ma può bastare un grazie per un dono di così inestimabile valore?

Piena di gratitudine e riconoscenza,

M as Me



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