Visualizzazione post con etichetta Molto Me. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Molto Me. Mostra tutti i post

giovedì 23 ottobre 2014

Mas Me!

M as Me goes to the web! Keep loving Me! Work in progress. #celapossofare #masme #love #girl #me

lunedì 22 settembre 2014

M come Ma certo. La pioggia nel pineto!

M come Ma certo, lasciamo che questo strascico dell'estate 2014 ci scaldi... ergo ci bagni, queste giornate di metà settembre. Piove. No ma dai, qui si tratta davvero di un colpo di coda di questa estate molto originale! Ascolta! Ascolta! Nessuno si troverà impreparato all'autunno! Piove su le nostre mani! Su i nostri pensieri! Una prosecuzione perfetta di questa stagione estiva che rimarrà negli annali. Estate 2014. Che ieri m'illuse. Che oggi t'illude. E allora danziamo sotto la pioggia. E non ditemi che non avete avuto il tempo di provare qualche passo! C'abbiamo avuto tutta l'estate! #celapossofare #lapioggianelpineto #magari #masme #marinam #maltempo #estate2014 #gabrielefaccisognare #gabrieledannunzio

Gabriele D'Annunzio
La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

M come Mi scusi Signorina!

M come Me lo sentivo. Io al supermercato meglio che non ci vada. Ma non avevo alternative. Rimanendo con due soli pannolini per la unenne, questa mattina ho dovuto recarmici. Decido di non portarmi nemmeno il passeggino. Non avrei perso un minuto di più tra le corsie. Entro. Recupero il pacco misura 4. Ne approfitto e recupero due bottiglie di tè Arizona. Tra l'altro in offerta. Ovvio ho O su un'anca. Borsa sulla spalla. Sacco pannolini in una mano. Una bottiglia nell'altra mano e una in mano ad O. Già questo sarebbe stato sufficiente per la nomination a furba del mese del reparto salami (salumi). Un cestino con le rotelle? Ma io #celapossofare. Tutto fila liscio. Vado in cassa. Ovvio non mi serve il sacchetto e non ho la tessera. Passo indenne e con passo deciso varco la porta in uscita. Contenta dei miei tre pezzi acquistati. Mi dirigo alla macchina. Sento qualcuno che chiama "Signorina! ". Non mi giro. Oramai oltre a darmi del lei mi becco pure della signora. "Signorina!". Saranno state le All Star borchiate. I jeans. O il capello fresco di messa in piega (dietro liceo davanti museo). Sta di fatto la signora ce l'aveva con Me. Sfodero il sorriso di chi ha risolto la giornata per il meglio e si è presa della signorina a 40 anni. Ignara di quello che l'aspettava. "Signorina mi può aiutare?". "Certo, se posso". Sempre in equilibrio con pacco pannolini ed O sull'anca e le due bottiglie in assetto come sopra, mi metto in ascolto. "Signorina non trovo la macchina". Avrei voluto sottolineare che probabilmente, come spesso capita, non ci si ricorda dove la si è parcheggiata. Ma la signora mi dà convinta di nuovo della signorina e pertanto sfodero un più ruffiano "Pensa gliel'abbiano rubata, Signora? (Come no?!!?). Non si agiti che risolviamo". "Signorina era una Seicento grigia metallizzata targata XY". Caspita sa pure la targa e non si ricorda dove l'ha parcheggiata. Andiamo bene. Guardo veloce tra le macchine. Ovvio tutte grigie (varie tonalità e bianche). "Signora si ricorda da dove è entrata? Magari ha parcheggiato vicino all'ingresso che ha usato". Tra l 'altro non c'era molta gente e molti posti erano vuoti. "Signorina (ecco ormai sapevo che era un mero intercalare) mica me l'avranno rubata?". Ma anche no. Se la macchina aveva un quarto dell'età della signora aveva sicuramente vent'anni. "Tutto può essere (ma penso di no). Proviamo a cercarla." Ecco. La signora da questo momento, offesa per la mia supposizione, non mi rivolgerà più la parola iniziando con Signorina. "Cosa dice? Ma le pare che io non sappia dove parcheggio la macchina? Tutte le mattine vengo qui al bar per il caffè con le mie amiche". "No Signora, non mi permetterei mai. Mi scusi. Cercavo solo di trovare una soluzione. A me capita di dimenticarmi dove parcheggio". "A voi giovani capita. Mica a me." Anche questo "voi giovani" ha contribuito al plagio. "Certo. (Come non le capita mai?!?!) Vuole che proviamo a chiedere alla guardia giurata che staziona all'ingresso se ha visto movimenti sospetti o una Seicento grigia metallizzata che vagava per il parcheggio"? "Ecco vada a chiedere, vengo con lei". Insomma per farla breve la mia sosta e la mia permanenza nel parcheggio è durata più di mezz'ora con la signora ultraottantenne al seguito. Nel frattempo Olivia si era scolata mezza bottiglia di tè. Felice dei giri sull'anca della madre. La guardia più ortodossa ha sputato in faccia l'amara verità. "Ma la cerchi, non si ricorda sicuramente dove l'ha parcheggiata. Quale Carabinieri! ". Perfetto. Oramai c'era chi era odiato più di me. Torno signorina e gentilmente quasi in lacrime, mi viene chiesto di girare per il parcheggio per trovare la Seicento. La signora è offesa. Un po' triste. E le dico di aspettare che mi faccio una camminata. Olivia sempre sull'anca. Sacchetto pannolini in mano e una bottiglia di tè. L'altra nel mentre scolata. Nulla di fatto. Non c'è ombra della Seicento. Nemmeno mezza. Torno dalla signora. Abbastanza delusa per non aver trovato la sua macchina e soprattutto per aver dubitato che si fosse solo dimenticata dove se l'era parcheggiata. Pure io che dubito di una nonnina. "Signora ci pensi bene, di solito dove la parcheggia?". Ricominciano. "Signorina, mi creda, sempre qui. Venga. Ho il tagliando arancio per mio marito, qui nello spazio giallo". Ci rechiamo e nello spazio giallo c'è una Micra di almeno un altro quarto dell'età della signora. Vedo che si illumina. Sorride. Estrae le chiavi e le infila nella serratura. Sale. L'avvia. Abbassa il finestrino "Signorina grazie. Ha visto che non mi ero dimenticata dove l'avevo parcheggiata?". Oramai siamo amiche e mi permetto: "Sì ma questa non è una Seicento!" "No. È la Micra di mia sorella. La mia Seicento è dal meccanico". No. Non #celapossofare. Mi ha fatto cercare la Seicento scordandosi di essere uscita in Micra! Se solo non mi fossi fatta plagiare dal Signorina! È stato quello che mi ha fregato. Un po' come uscire in Ferrari e cercare la Porche. Se vi interessa al Bennet c'è il tè Arizona direttamente dagli Usa a 1,49 invece che 1,89. Consolazione. Minima. #masme #marinam

sabato 30 agosto 2014

M come Me in stiletto Casadei

M come Me. Che se riesco a non cadere dalle mie stiletto Casadei (ritrovate a casa di mia mamma forse di un paio di anni fa) tra 15 minuti me ne sto già sotto alle coperte. Dopo avere rassettato casa, presa da un umore nero ho continuato a far finta di essere Cenerentola. Mi sono infilata le mie scarpette (lo so che calzo 41 e questo basterebbe per non essere considerata Cinderella, non me lo ricordate!) mi son fatta portare a bere un po' di bollicine. A Villa d'Este. Cernobbio. Mantengo l'effetto allegria dello spumante. Italiano questa sera. Ripongo le preziose stiletto nella loro scatola e speriamo mi addormenti veloce. Prima che tutti questi effetti magici svaniscano. #celapossofare #stiletto Casadei Official #marinam #masme #scarpe #tacco12 #shoelover #casadei




sabato 23 agosto 2014

M come Musica e Magia!

M come Musica. Magia. Che mi fa battere il cuore. Veloce. E ancora mi emoziona. Credo il peggiore investimento fatto dai miei genitori, dal loro punto di vista, sia stato quello nel farmi studiare musica e pensare che M as me sarebbe diventata una musicista. Papà suona la fisarmonica. Mi sono solfeggiata pagine di musica. Cantato. Studiato. Suonato, in ordine cronologico, flauto, violoncello e pianoforte. 16 anni di pentagrammi quotidiani. Un pianoforte a coda. Che mi sono regalata quando ho compiuto 18 anni. Che nessuno suona più. Per adesso. Adoro la musica. Tutta. Amo i musicisti. Non suono più. O quasi mai. Nemmeno io. Ma rimango incantata dalla musica. E dalle meravigliose e talentuose anime che mi permettono di goderne. Come ascoltat8rice umile e appassionata la musica mi penetra e mi fa vibrare. Ogni singola vena del mio corpo. Piacere ed estasi. Questo è per me. Questa sera io e le mie bambine ci siamo sedute per terra. Ed abbiamo ascoltato un concerto di un giovane Maestro, un arpista slovacco. Jakub Rizman. Sedute immobili tutte e tre sul ciglio della strada. Accanto a lui. In silente ammirazione e ammaliate dalle sue Melodie. E dal dolce e vibrante suono del suo stumento. Ipnotizzate dalle sue splendide mani che scivolano armoniose sulle corde della sua arpa. E la pizzica con le sue lunghe dita da musicista. Un anno fa a Trani gliela rubarono. La sua arpa.



9
Fu ritrovata. Jakub, che vanta collaborazioni con le maggiori orchestre europee, diplomatosi al conservatorio di Bratislava, decide che avrebbe portato la sua arpa e la sua musica per le strade. E in ogni paese e città in cui decide di suonare, ripete la magia. E lascia un segno. Nei cuori di chi ha l'occasione di incontrare lui e una delle sue arpe. Offre un repertorio di musica classica e uno, altrettanto affascinante e vario, di musica contemporanea pop. V e O sono state sedute. Immobili. Applaudivano. Sorridevano a Jakub. Lo ringraziavano. Incantate. Hanno potuto godere di un concerto di un Maestro dal talento e dalla preparazione indiscussi. Su YouTube, se cercate, lo trovate. Ma io vi auguro di poter vivere la sua magia un giorno per la strada. E incontrandolo lo riconoscerete. Fermatevi. Lasciatevi incantare. Ascoltatelo. Io non sono diventata musicista. Ma sono riconoscente ai miei genitori per il loro investimento sbagliato. Per avermi permesso così di assorbirla, conoscerla, apprezzarla e viverla. Mi hanno fatto un dono inestimabile e di grande valore. Per me è un privilegio aver goduto delle note dell'Arpa di Jakub. Ringrazio lui e i musicisti che ci garantiscono, grazie alla loro conoscenza e al loro grande impegno e ai costanti studi, la possibilità di godere da ascoltatori, dell'arte preziosa e magica della Musica. M come Musica che è per me energia, magia, evasione, conforto e amore. Ed è anche grazie alla musica, che #celapossofare! https://m.facebook.com/profile.php?id=211758155513269&_rdr #jakubfrizman #musica #arpa #artistidistrada #masme #marinam

lunedì 4 agosto 2014

M come Me e la mia Passione! La Fotografia!

M come la mia passione. La fotografia. Non sarò mai un fotografo. Non sarò mai una professionista. Ma scattare foto e rubare attimi per renderli per sempre, mi piace. Passerei il mio tempo a sentire quel rumore rapido ed immediato che immortala e in qualche modo pretende di fermare lo scorrere degli istanti. Un istante che si trasforma in immagine. Un'immagine che regala emozione. Foto. Che fanno piangere. Che sono il più bello dei ricordi. Che vivono. Che sono immobili eppure pulsano energia. Foto che ammiro e che osservo. Senza pausa. Sfoglio libri che pesano come me. Consumo foto di quando non c'era possibilità di ritocco computerizzato. Mi perdo in ammirazione di portfolio di artisti famosi. E un giorno trascorrerò le mie giornate tra libri da leggere e foto da scattare. Molto me. Molto Marina. Naturalmente la foto è mia. E l'attrezzatura, come l'ombrello, rubata anche quella! ;)

sabato 2 agosto 2014

M come Meglio bikini o costume intero?

M come meglio bikini o costume intero? Slip o boxer? Per quanto mi riguarda, nello scegliere il costume perfetto, seguo solo una regola: gusto personale e adattabilità del modello al proprio corpo e alle proprie esigenze. Ed ogni corpo è così diverso e con così tante variabili, che è impossibile definire una linea generale che possa andare bene per tutti e stare bene a tutti. In spiaggia non esiste Photoshop. Per cui tenendo presente questo dettaglio non irrilevante, scegliere un costume deve essere un'equazione perfetta tra buon gusto e praticità. A me piacciono i due pezzi. A triangolo. Quest'anno però, dopo 5 anni di estati o in gravidanza o in post parto e allattamento, tutti i due pezzi mi erano piccoli. O mi erano grandi. E non c'è niente di peggio dei costumi che non sono aderenti come dovrebbero. Ho un marchio che adoro. Perché sembrano fatti perfettamente seguendo le mie imperfezioni e le mie richieste. Lo compro in Florida. Da anni solo costumi Anne Cole. www.annecole.com Sono Made in USA. Molto elasticizzati. Foderati. Morbidissimi. E il mio corpo si adatta perfettamente a questi costumi. Che siano bikini o interi. Li adoro. Attratta da uno strepitoso sconto del 50% sulla collezione Parah, ed essendo rimasta con pochi cambi, ne ho provato qualcuno. Ma nessuno mi stava come io desiderassi. Sarebbero stati un affare. Anche Parah trovo sia fantastico come qualità. Prezzi alti. Ma indistruttibili e veramente originali. I modelli proposti però non andavano bene per la mia struttura. I costumi devono essere provati. Compro tutto via internet. Non i costumi da bagno. Devo sentirmeli bene. Mi devo vedere bene. E le mie forme sono solo mie. Evito costumi appariscenti e sexy. Non mi piacciono i due pezzi a fascia. Non uso tanga. Non vanno bene per il mio fondo schiena piuttosto evidente. In contrasto con la mia pancia piatta. Rientrante. Per cui cerco slip non sgambati e non a vita alta. Perfetti per evidenziare un girovita sottile e minimizzare (fatemelo credere) fianchi larghi. Uso top imbottiti. Uccido tutta la sensualità del seno femminile al mare, ma non gradisco gli sguardi degli uomini che chissà come finiscono sempre lì. Metto anche costumi interi. Fanno un po' Baywatch. Lo so. Ma essendo alta mi sembra mi slancino e snelliscano. Non sono perfetta. Per niente. E non esiste un costume che mi faccia apparire differente. Corro dietro a due bimbette, in spiaggia. Gioco seduta sulla battigia. E sdraiata a prendere il sole non ci sto mai. Scelgo, oggi, modelli che siano comodi. Che non debba fermarmi ogni due minuti a sistemarli. Li devo trovare dove li lascio quando li metto. A prescindere dai movimenti. Il tessuto è fondamentale. Dev'essere di ottima qualità altrimenti cede. Ancora una volta in Anne Cole ritrovo tutte queste caratteristiche. Per quanto riguarda i colori, non abbronzandomi per scelta e proteggendomi molto con creme SPF50, scelgo tonalità corallo. Rossi. Bianchi (tassativamente foderati). Tinta unita per gli interi. Fantasia per i due pezzi. Mi piacciono molto che i miei costumi siano femminili ed eleganti. Ho un fisico spigoloso e i costumi devono cercare di addolcirlo. Ne ho tanti. Alcuni orami vintage. Che non sono più adatti al mio corpo da neo quarantenne. Una decina li conservo con grande cura. Pezzi unici. Di quando mi abbronzavo. Leggevo un libro al giorno. E in spiaggia si arrivava dopo le 14. Tutto si evolve. Anche i nostri corpi. E con loro il buon gusto nella scelta dei nostri costumi. Meglio quindi il costume che stia bene e ci faccia sentire bene. La moda, per una volta, quella da mare, meglio crearla e definirla noi. I maschi? Facciano loro. Ma credo valga quanto sopra. #celapossofare #masme #marinam #costumi #mare #bathing #bikini #yummymummy #swimwear #annecole




mercoledì 30 luglio 2014

M come Ma chi scrive ancora cartoline?

M come ma chi scrive ancora cartoline? Marina le scrive. Sempre. Ed ha trasmesso questa abitudine alla sua primogenita. Ci piace riceverle. Ci piace scriverle. Così, con rituale maniacale, qualche giorno prima della partenza si scelgono i destinatari. Ci serve il numero di cartoline da acquistare. Si scelgono (e riporto con desolazione la sempre meno varietà disponibile sugli espositori girevoli), e si scrivono. Con affetto. Perché è così bello che qualcosa che spedisco in una località, venga recapitato al destinatario che troverà la cartolina con parole dal cuore e la certezza di averlo pensato, nella sua cassetta della lettere. Alla mia bimba si illuminano gli occhi quando riceve la cartolina che si spedisce. Ancora rimane sorpresa e interessata ad ascoltare come sia possibile che da ovunque nel mondo dove siamo stati, la cartolina ci abbia seguito. La salutiamo prima di imbucarla. E ce la ritroviamo in casa. È una meravigliosa magia. Che abbraccia il cuore e decora il muro della cucina. Dove appiccichiamo per un mese le foto cartoline che riceviamo. A noi piace così. È un'abitudine che fa molto M as me. Un po' vintage. Ma io ho amato molto la routine delle cartoline. E amo che sia stata trasferita alle mie figlie. Ed ora non ci resta che aspettare. E che magia sia! Cari saluti. Con affetto. A presto! Marina M. ♡ #celapossofare #portcards #cartoline

M come Ma se la notte appartiente agli amanti, il Mattino?

M come ma se la notte appartiene agli amanti, il mattino alle prime luci dell'alba allora di chi è? E soprattutto chi gira per caruggi e lungomare a quell'ora? Io e Miss O. Cani e amici umani. Joggers. I panettieri sono già al lavoro. I DJ sono già a dormire. La gente della notte non la si trova più. Un giorno che si sveglia. In silenzio. Lento. Con la luce che è nuove opportunità. Vita che rinasce. Ogni mattino. Per tutti. Che meraviglia poter godere di questo inizio. Che magari non sarà per gli amanti, quelli della notte, ma per chi si ama anche all'alba. Al risveglio. Amanti come noi. Gente del mattino alle 6. Che non ha magari chiuso occhio ma che ama comunque. Grata per questo nuovo giorno. Da poter vivere. Nonostante tutto, con un sorriso e un buongiorno! E un cappuccino e un croissant. #celapossofare #candoit #mattino #caruggi #colazione #italianriviera #liguria #opportunita #masme #marinam

sabato 26 luglio 2014

M come Moda! Cuffia sia!

M come moda. Vintage. M come Mare. M come ma guardate cosa ho trovato in un angolo della Liguria! In una delle profumerie storiche all'inizio del budello del centro di Alassio, mi sono lasciata attrarre da queste coloratissime cuffie floreali. Negli anni Sessanta le nostre mamme non potevano tuffarsi in mare senza. Proteggevano i loro capelli e decoravano, spesso in colori pendant al costume, la loro pettinatura nascosta sotto questi copricapi sfiziosi ed eleganti. Utili. In effetti noi mamme moderne siamo più pratiche e non dedichiamo più tanta attenzione alla messa in piega. Soprattutto se in vacanza. Ma io mi sono innamorata. Di queste cuffie. E dello sfarzo di una Belle Epoque che di trascinano ancora dietro con grande classe. Che sanno di vintage e di dolce vita. Le si vedevano sulle spiagge più rinomate. In testa ai vip, alle star e a chi poteva comunque permettersi la vacanza al mare. In Riviera ligure. Ad Alassio e a Santa Margherita e a Sanremo.
In Versilia. A Forte dei Marmi e a Punta Ala. E poi a Capri e a Ischia e a Positano. In Costa Azzurra. A Saint Tropez e a Montecarlo. E in Sicilia. A Taormina e a Panarea. I luoghi italiani da elencare sarebbero molti di più. E poi oltreoceano agli Hamptons e in New Jersey. Nessuna signora che si rispettasse non poteva non indossare una di queste cuffie. Questi posti che in qualche modo sono rimasti ancora fermi a quel periodo d'oro, in cui si respirava prospettiva e speranza, sono rimaste località che vivono ancora quello sfarzo raffinato. Un po' decadente. Tra privilegi e lusso e cuffie floreali. Che continuano ad essere un tocco di classe. Chic. Qualcuno dica ad M che forse va bene andare a nuotare anche senza tutto quel colore in testa. Ma credetemi, che belle che sono! Tutte. Adesso ne ho due. Che non utilizzerò probabilmente mai. Ma che avere in cabina fanno decorazione. Abbelliscono. E mi fanno sentire molto fancy. #celapossofare anche oggi. C'è il sole e la Riviera Ligure offre veramente un mare limpido e cristallino. Nuotare fa bene. Poterlo fare nell'acqua salata è un enorme privilegio. E farlo con la mia cuffia in testa, mi fa sentire un po' old fashioned. E tante signore mi fanno compagnia. Riscuotono successo. E mi sento giovane quando sono con loro. Che tra l'altro in mare, dopo allenamento di decenni, sono delle vere sirene. Le adoro queste raffinatissime signore. Un po' vintage ma sempre interessanti. Come le loro cuffie da nuoto in mare. Come loro ci tengono a chiamarle.  Grazie. Io sono quella delle opportunità. E sono grata per questa avuta in Riviera. E per le storie che queste signore con le cuffie in testa mi raccontano. Grazie belle signore. La classe non passa mai di moda.







Buona giornata. Buon mare. #marinam #masme #italianriviera #vintage #anni60 #oldstyle #streetblogger #yummymummy #dontstopme #dolcevita #stylish #fancy #cuffiadamare #fancy #mare #seaside

venerdì 25 luglio 2014

M come Ma cosa si è messa M as me?

M come ma cosa si è messa M as me? Mi

vesto come mi pare. Sono originale. Mi lascio ispirare. E oggi per andare al mare mi sono concessa uno gipsy look. Gonnellone ampissimo con balza finale molto anni 70. Total Black. In cotone jersey. Comprato in un negozio di seconda mano a Boca, in Florida, che si chiama Serendipity. Me ne innamorai. Era come tutti quei bei vestiti coloratissimi che non avrei mai indossato ma che mi piacciono moltissimo. Ma nero. Di qualche stilista che non ricordo. Ho tagliato l'etichetta. E adesso è mio. Striscia quando cammino. Mi segue toccando per terra. Gipsy. Zingaro. È morbido. Mi piace. Molto me. E copre quel paio di etti che credo di aver accumulato. Ma #celapossofare. Buon pomeriggio! #masme #marinam #yummymummy #totalblack #gipsyqueen #streetblogger

Translate