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giovedì 2 luglio 2015

M come My Secret Dinner 2015!





M come My Secret Dinner!
Lago di Como
3 luglio 2015
Preparativi in corso
Bianco. Total white.
Con un tocco di rosso.




Solo cose belle.
No plastica.
No carta.
Tessuto.
Vetro.
Porcellana.
Candele.
Fantasia.
Passione.
Energia.
Pic nic in città.
Eleganza e semplicità.
Me!



Un'idea originale.
Un'organizzazione straordinaria.

Trovate QUI la storia. 

I dettagli.
 L'amore che ha portato My Secret Dinner fino alle sponde del Lago di Como. 
E oltre!
Seguite Me!

"Serve poco per rendere speciali le cose semplici.
Ma non è da tutti rendere straordinaria la semplicità"

#MySD_Como
#MySecretDinner
#SonounodiMySD

Noi ci proviamo!
M as Me



domenica 8 marzo 2015

M come Meraviglie! Alice Ristorante


M come Meraviglie!
Quelle di Alice Ristorante.




L'Alice al quale fanno riferimento è l'omonimo pesce.
Presente nel loro logo.
Le meraviglie, 
sono quelle che fanno e vivono e donano ogni giorno!

Dove?
Alice ristorante. 
Milano
Ultimo piano del palazzo Eataly 
(ex teatro Smeraldo) 
Piazza XXV Aprile, 10

Aperti a pranzo e a cena
Chiuso la domenica
Una stella Michelin


Chi?
La chef e La boss. 


Avete capito che sto parlando di Viviana Varese e Sandra Ciciriello.

Photo credit web

Voglio raccontare di loro e di un'avventura. 
Di grande successo.
Che è magica. Che è folle. Che è una storia meravigliosa.
Di sacrifici. Di passione. Di talento. Di amore.
Di Alice e di due donne.
Che sono imprenditrici impavide.
Che sono esempio di perseveranza e di coraggio.
Che sono soprattutto artiste e professioniste.
Costanti perfezioniste.

Che lavorano con la mente e con le mani e con gli occhi e con i sensi.
Ma soprattutto con il cuore.

E questo le rende uniche. 
Straordinarie artefici del loro successo.
Instancabili. 
Come quando con una mano bruciata Viviana continuò a lavorare.
Fino a che l'ultimo commensale si alzò. 
Soddisfatto e ignaro del dolore della chef.
Che solo quando chiuse il locale, si è recata in Pronto Soccorso.

Questo è uno dei tanti aneddoti raccontati con sincera spontaneità 
e volontà di condivisone, da Sandra e Viviana.
Ieri sera 7 marzo, ospiti della serata evento
presso il museo del legno Riva1920.



Hanno parlato con il cuore. Anche ieri. A tutti noi.
Forse senza nemmeno rendersi conto di quanto ciò 
che ci trasmettevano con spontanea naturalezza ed umiltà 
sapeva davvero di meraviglia. 
Di qualcosa fuori dall'ordinario.
Di eccezionale.
Viviano e Sandra, con la loro storia, rappresentano 
un grandissimo esempio di vita.
E sono il loro ristorante, 
nato dalle materie prime scelte da Sandra e dalla creatività di Viviana.
Dalla loro voglia di essere se stesse e fare ciò che sono nate per fare:
renderci felici!
E fare meraviglie!
Con il cibo e i prodotti della nostra bella Italia
 Portavoce di un paese, il nostro,
spesso sottovalutato che ancora poco emerge.
Ben vengano storie come la loro!
Loro sono la sostanza e l'essenza. 
I profumi e l'armonia. La forza e la dolcezza.
La determinazione e la follia.
Ed Alice Ristorante è loro. 
Loro sono l'anima bella 
(nome di un piatto del loro menù che potete trovare sul loro sito) 
di un'Italia che è donna e cucina e tradizione e cultura e fantasia.




E Maurizio Riva, dell'azienda Riva1920
anche loro esempio di grande
specializzazione ed artigianalità e tradizione e passione,
che ha creato i tavoli capolavoro del ristorante Alice, 
rigorosamente da usare senza tovaglia come richiesto e voluto dalla Chef e dalla Boss, 
non a caso le ha invitate il giorno prima di quello dedicato alle donne.

in cui nulla è lasciato al caso.
Ed ogni elemento è parte del percorso che è l'esperienza di un pasto da loro.
Con loro.




E averle e viverle in diretta ieri sera è stata ispirazione. 
E' stato commovente. 
E' stata energia ed entusiasmo contagioso.
Esempio per tutti di come a volte, i sogni, se ci si crede, 
e si lavora bene e con impegno e con perseveranza,
si possano avverare.

Da quella primavera del 2007 Alice ristorante è cresciuto. 
Il 21 marzo festeggerà il suo compleanno.
Nei video proposti e commentati dalle due protagoniste della serata, 
che trovate alla fine del mio post,
si vede questa trasformazione che è un'evoluzione naturale 
ma che conserva la sua essenza.
Più volte nelle loro parole e guardando ammirata e curiosa
 le puntate della loro dura vita nella gestione di una cucina stellata 
(trasmissione creata da Real Time per loro), 
ho percepito quanto sia necessario il rigore e la disciplina. 
Il talento e la preparazione.
Ma ciò che emerge sempre, e che credo sia l'ingrediente fondamentale per ogni storia di successo, 
è il cuore.
La ricetta è semplice ed esclusiva.
Ricercata e illuminante.



Il segreto?
E' l'amore che queste due donne mettono nella loro vita. 
Hanno creduto in loro stesse. 
Hanno avuto fame di creatività.
Hanno saputo osare.
Hanno rischiato. 
E sono state considerate folli.
Rimanendo loro stesse, 
investendo sulle loro conoscenze e capacità, 
hanno seguito il loro istinto, 
ed hanno concepito Alice Ristorante.
Lo hanno desiderato. 
Lo hanno realizzato. 
Lo hanno fatto vivere.
Lo hanno amato. 
Lo hanno fatto crescere.

Alice ha meritato una stella. E non è per tutti, quella stella.
Loro, e noi che amiamo il cibo stellato, lo sappiamo bene.
La stella, arrivata nel 2011, non è stato un traguardo. 
Ma un nuovo inizio.
E la decisione di spostarsi nel cuore di Milano, 
in una location strategica e a perdifiato su questa città,
 che non è la loro ma hanno deciso ancora una volta con amore 
di volerne fortemente fare parte e anzi, diventarne protagoniste, 
si è rivelata geniale!

E proprio durante questo viaggio verso l'alto hanno accettato un'ulteriore sfida.
Quella delle telecamere di Real Time.
Altro passo. Sfrontato. 
Ma che ha davvero catapultato loro, Viviana la chef e Sandra la boss, 
in un mondo fatto di autografi, fotografie e fan!
Meraviglia anche questa! 
Sì, perché non di solo chef uomini è fatto il mondo dell'alta cucina.
Ma anche di donne. 
Che hanno carisma, capacità e fascino anche in cucina. Anche in sala.


Al momento dell'intervista, a fine serata, avevo il cuore pieno di emozione.
Ci avevano detto molto. Ci avevano trasmesso molto.
Donato tanto.
Le domande che avevo preparato non mi interessava più farle.

Poco importa se ci sarà o meno un'altra stagione 
di La chef e la Boss.
So che se sarà, 
saremo tutti qui ad aspettarla,
 e seguirla con ancora più entusiasmo 
ed interesse della prima stagione.

Poco importa sapere come e cosa 
bisogna fare per ambire a diventare chef.
Hanno dimostrato come le persone che lavorano con loro 
siano premiate, 
siano gratificate, 
e siano coinvolte 
come elementi fondamentali 
di un'orchestra che suona armoniosamente 
quando all'unisono, 
sono sapientemente diretti da due grandi direttrici d'orchestra.
E si suona insieme.
Tutti responsabili della melodia che giungerà 
ai destinatari finali.
Ce li hanno presentati tutti. 
Fotografati da Azzurra Primavera.
Ognuno libero di interpretare se stesso.
Di essere se stesso.

Photo credit web

In una gerarchia che Viviana più volte ha sottolineato essere importante.
E che altrettante volte ha dichiarato che il capitale umano, tutti ed ognuno,
siano fondamentali per la perfezione.





E li hanno inclusi nel loro ultimo libro. 

Anche questo è meravigliosamente importante. 
Accordi. Armonia.
Da studiare. Da provare. Da rendere perfetti.


Poco importa se riceveranno un'altra stella.
E magari un'altra ancora, dalla famosa guida.
Quella che hanno è di grande valore 
e sono certa che non sarà la prima.
E mangeremo da loro. Comunque. E ritorneremo.
Innamorati!


L'Expo e la grande opportunità?
Sarà Milano. Sarà food. Sarà eccellenza. 
Sarà straordinario. E unico.
E loro, ci saranno.

E poco importa se si aspettassero o meno 
il successo che la visibilità della tv ha donato loro.
L'avrebbero avuta comunque.
Ed è meritata!
Come annunciato in quella riga, 
citata su un famoso quotidiano, 
quando ancora erano solo Viviana e Sandra, 
"due nomi di cui avremmo sentito parlare"!

E il successo è arrivato enorme e avvolgente come era naturale che fosse.
Perché quel cuore, quella passione, quell'amore 
che loro mettono nella loro attività, 
la percepiamo, l'assorbiamo, la trasmettono, la cucinano, la donano.
E non possiamo non innamorarci.
Dei loro capolavori. Della loro atmosfera.
Della loro accoglienza.
Del loro cibo.
Del loro vino.
Di loro!!!


Ringrazio Viviana e Sandra. 
Straordinarie e vere. 
Essenziali e ricercate.
Testimoni di un amore per il cibo e la cucina 
e protagoniste di un legame che è istintivo e primordiale e tribale,
quello tra due donne amiche e socie,
quello delle donne ed i prodotti della terra che sanno trasformare e donare.
Quello delle donne e delle loro radici ed origini.

Quello che si vive da Alice Ristorante è un'esperienza multisensoriale.
E' archittettura, è magia, è poesia, è colore, è sapore, è profumo,
è innovazione, è design, è alta cucina, è immaginazione, 
è arte, è sole. 
E' soprattutto amore.
Grazie! Perché abbiamo bisogno di donne come voi!
Di cibo come il vostro. 

Photo credit web

Che è portatore di messaggi.
D'amore!
Il vostro messaggio siete voi. 
E' il vostro Alice Ristorante. Delle meraviglie!
Ma siete, ancora una volta, voi. 
Andiamo a trovarle. 
Frequentiamo Alice.
Che, sarà naturale e straordinario e spontaneo, 
delizioso e indimenticabile,
e crescerà ancora!

M as me

Io ho scritto e cercato di trasmettere le mie emozioni, ma guardate questo video, 
queste sono loro. 







mercoledì 18 febbraio 2015

M come Masha!




M come Masha!



M come Michael Jackson!

Non penso io debba presentare nessuno dei due.
Ma cosa c'entrano? 
Perché Me ha abbinato questi due nomi?

La prima è la bimba protagonista del 
cartone animato russo Masha e Orso.

Michael Jackson inutile che specifichi chi sia.



In un episodio (numero 6), intitolato "Giorno di confettura",
 Masha, nella scena finale, 
ballando sul tavolo di Orso la famosa Moonwalking
 con in testa un vaso di marmellata esclama: 
"Guarda Orso, ballo come Michael Jackson".

Ecco l'episodio in questione.
Versione americana.
Lo sapete, a casa Me si guardano i cartoni in inglese.
E "Masha and the Bear" made in Usa
 ha subito un restyling da esperti in cartoni di animazione quali sono.
Anyway... ultimo minuto o giù di lì.


Mia figlia seienne, attenta osservatrice, si gira e mi chiede:
"Mamma ma Michael Jalkson (cit.) 
non è il cantante di Hold my hand 
e della canzone degli Zombie"?
"Esatto Miss Vee"!
"E balla come Masha"?
"Mom, I wanna Moonwalking"

Aggiornamento.
E' mezz'ora che guardiamo il video delle migliori Moon walks.
Tutoriolas compresi!
Grazie Masha!

M as me

Nota: il cartone animato in lingua originale è in russo.
Gli americani hanno tradotto la frase di Masha con:
"Look Bear. I am moonwalking"
Gli italiani hanno tradotto la stessa frase:
"Guarda Orso. Ballo come Michael Jackson".
Ho un amica traduttrice. Seria.
Ed ho pensato subito a lei ed alla sua rubrica
TRADUCURIOSITA'

http://www.edytassi.it/?page_id=1133

NOTA 2: Sono entrata in un circolo pazzesco!
Mi sto guardando gli episodi in italiano.
E conoscendo tutti i dialoghi in lingua inglese, le differenze sono tantissime!
Stay tuned!

domenica 18 gennaio 2015

M come Metà Mattina! Morning break!


M come Metà mattina. 
Caffè. Deca. Essendo il mio il terzo. 
Il mio preferito: illy! 
Barattolo classico con scritta verde. 




E direttamente dall'aeroporto di Catania. M come Mandorle. 
Pasta di mandorle! Made in Sicily! 
Quelli de I dolci di Nonna Vincenza!
Che adoro!
E avendo un marito volante, 
ogni volta che passa per l'aeroporto, e capita molto spesso,
non può non cedere alle mie richieste!



Si sciolgono in bocca.
Non sono troppo dolci.
E sanno di mandorle buonissime!
La pasta di mandorla deve essere così o non la mangio.
Etichetta ingredienti che è una garanzia.
Ed io che vi li raccomando.

M come Mirtilli che amo e fanno un gran bene! 
Love my morning breaks! 
Buona domenica mattina! 

M as Me

#illy #idolcidinonnavincenza #break #coffeebreak #italianstyle #masme #me #goodmorning http://www.dolcinonnavincenza.it

mercoledì 14 gennaio 2015

M come Ma che li faccio a fare? Di buoni propositi e risoluzioni di inizio anno!



M come Ma che li faccio a fare?


I buoni propositi. Quelli di inizio anno. Ecco. Non ne avrei dovuti fare. 
Lo avevo anche pubblicamente scritto, invece, come ogni anno, 
puntualissima mi ci sono messa. A farne.
E di conseguenza anche a non mantenerli.




Divisi in tre gruppi. Ben distinti. Belli in evidenza. 
Per ora almeno stanno ancora lì.
Pieni di speranza.
Per essere soprattutto... aspettate che faccio fatica anche a scriverla quella parola...
ah sì, per essere soprattutto mantenuti! 
M come Mantenere!
Grazie alla mia personale esperienza nel primo insieme ci metto i propositi "evergreen".
Sempre verdi. Sempre comodi. 
Che sono validi e pronti per essere mantenuti in ogni momento dell'anno.
Qualsiasi cosa succeda. Qualsiasi anno. Sempre gli stessi.
E nel caso, arrivati al 31 dicembre, non siano stati considerati, torneranno buoni, 
nel caso fossimo a corto di nuovi impegni per l'anno successivo, 
rinnovati e trasferibili i primi giorni di gennaio.
Di qualasivoglia anno che inizierà.
Insomma non fanno male se non verranno mantenuti. Sono senza scadenza.
E come una certezza, ci fanno compagnia. 
Si riciclano facilmente e non passano mai di moda!
Qui ci metto il classico "da domani a dieta". Seguito dal pratico "basta perdere tempo".
Al generico "non mi farò più tentare". 
E dal consueto "in palestra due volte alla settimana".
"Più tempo per me". "Meno chiacchiere". "Risparmierò 1 euro al giorno". 
"Rientrerò nella taglia 40".
"Mai più cibo spazzatura".
Violare questi propositi non creerà scompensi. 
E non provocherà danni maggiori di quanti non ce ne fossero 
al momento della scrittura degli stessi. 
Sono comuni a molte persone. 
E spesso (o molto probabilmente) sono quelli più citati e meno mantenuti. 
Ma anche quelli che ogni tanto, per qualche giorno o per qualche ora, magari, 
verranno quantomeno considerati validi e obiettivi da raggiungere! 
Prima. O poi.



Il secondo gruppo è quello dei propositi fatti per essere violati. Sì, esatto.
Perché ognuno di noi sa 
che ogni impegno preso e finito sotto questa categoria,
 sarà sistematicamente non mantenuto.
Se quelli dell'insieme prima qualche volta per qualche giorno possono anche valere, questi no.
Scriverli significa avere la certezza immediata che verranno automaticamente autoannullati.
Ma è bello farli e adattarli all'anno nuovo. 
A seconda della situazione che stiamo vivendo.
Al nostro pezzo di storia che stiamo vivendo.
Mi ricordo un certo "giuro non gli rivolgerò più la parola".
Per poi ambire all'uscita della discoteca ad un ciao per attaccare conversazione.
O il più moderno "se non mi clicca mi piace ad altri due post lo/la elimino dai contatti"!
Si, come no!?!?! Non lo fareste nemmeno se vi insultasse pubblicamente.
Rientrano in questa categoria:
 "non userò più la macchina". "Non comprerò più borse". "Userò meno Whatsapp."
"Non mi arrabbierò più". "Questa è l'ultima sigaretta". "Controllerò la mia rabbia". 
"Non sarò mai più in ritardo!". "Basta bere alcolici". 
"Se mi invia la richiesta di amicizia non accetterò mai."
"Domani mi cancello da Facebook".
Insomma utopie più che propositi. Perfetti per essere trasgrediti. 
Ma che caspita, non provare nemmeno a metterli nell'elenco 
varrebbe come una resa ancor prima di averci provato, 
e una mancanza di fiducia in noi stessi.
Se quelli della prima categoria sono i più comuni, questi sono i più popolari! 
Quasi un "must".

Ed ecco invece il gruppo vero. 
Quello che se riusciremo a mantenerne uno, 
basterà ad aumentare la nostra autostima e ritrovare energie 
per poter rimettersi lì e osare riscrivere una nuova lista, tra dodici mesi dodici.
Qui ci piazzo quelli semplici. Quelli che si vincono facile. 
Ma che fa bene sapere di poter mantenere.
Tipo... "non indosserò più scarpe ballerine, vedere nota 1".
E alla nota 1 si legge: 
"per ballerine si intende solo quelle comprate nel quinquennio precedente. 
Violazione di questo proposito non includerà i nuovi modelli acquisiti dal primo gennaio".
Oppure... "cinque porzioni di frutta quotidiana". Già lo faccio. 
Mantenerlo è semplice abitudine e non interruzione di una routine. 
E perseverare in questo caso è tutta salute.
"Non dormire più di otto ore sulle 24". 
Ci pensano le mie bambine a far si che ciò avvenga. E mi viene benissimo!
"Non commentare post di polemiche su Facebook". 
Mai fatto ma ricordarsi di continuare ad evitarlo non fa mai male.
E poi un sacco di risoluzioni pratiche quotidiane. Tipo "puntare la sveglia 15 minuti prima per poter bersi un caffé senza fretta". 
O "non conservare vestiti che non metteresti nemmeno per scendere a firmare una raccomandata". 
"I saldi non provocano dipendenza". 
Robe così. Filosofia in breve.
E quello che ho messo al primo posto quest'anno... 
"essere più sintetica quando scrivo. Evitare di essere prolissa".
Interrompo qui. Questo post. 
Per il semplice motivo che M as me debba mantenere il suo proposito.



E voi? Li fate i buoni propositi? 
Siete dei perfetti commercialisti della vostra vita 
e siete in grado di chiudere bilanci positivi 
e farne di preventivi che rimarranno il più veritieri possibili?
Oppure preferite essere flessibili e clementi con voi stessi. 
Nessun proposito per voi!
Senza propositi almeno, non ci saranno limiti.
E senza limiti non dovranno esserci richieste di concessioni.
E nessuna violazione. E nessun senso di colpa. Di nessun tipo.

Aggiornamento degli ultimi minuti. Ho appena aperto il documento che avevo fatto.
Quello con i tre insiemi di cui sopra. Ben elencati e distinti.
Ed ho cliccatto icona cestino. E dal cestino ho cliccato "elimina".
Il computer più ligio di me mi chiede se sono sicura di voler eliminare tutto il contenuto 
e che la mia azione sarà irrecuperabile.
Sì. Cancella. Elimina. Fai sparire tutti i gruppi. Nessun proposito quest'anno!
L'avevo deciso e scritto mercoledì scorso. E già comincerei malissimo.
Avendo non mantenuto il proposito di non fare propositi!

Per il 2015 semplicemente cercherò di "essere".
Esatto. Essere per prima io il mio buongiorno. 
Il mio impegno quotidiano.
Più artista e meno commercialista.
Più disegni e meno conti. 
Più colori e meno "dare/avere".
Meno previsioni. Più vita. Più fantasia. Più sorrisi.
Meno buoni propositi. Più essenza. Più praticità.
Meno parole. Più Me!
Spero. Ci ritroviamo mercoledì!
Vostra,
Emessmì



mercoledì 7 gennaio 2015

M come Manomissione!


M come Manomissione!
Vittima, ancora una volta, della stravagante idea di qualcuno.
Di misterioso e per niente simpatico.
E della conseguente manomissione della mia bilancia.
Già.
È accaduto di nuovo.
Come ogni inizio anno. Che la mia bilancia venga manomessa.
Da chi? Mai scoperto.



Chi potrebbe avere tanto interesse nel vedermi sudare freddo alla vista di quei numeri?
Chi potrebbe godere nell'osservare con quanta cura io cerchi di provvedere e sostituire le batterie alla bilancia. E a tirarla a lucido. Nella speranza che qualcosa nell'immediato possa modificare quei numeretti improbabili. E inaccettabili.
Chi potrebbe ridere nel guardare i miei occhi strizzati e appannati. Nel provare una migliore messa a fuoco degli infami chili che appaiono e si illuminano ad intermittenza!
E che non cambiano nemmeno con gli occhiali da vista. D'altro canto sono astigmatica.
Tutto potrebbe essere.
Perché se nessuno può averla in effetti manomessa, un problema di funzionamento ci dovrà pur essere.
Mica posso attribuire quell'aumento di peso, soprattutto abbastanza ingiustificato, che mi si ripresenta puntuale ogni 7 gennaio di ogni singolo anno.
Suvvia, non è che una fetta di panettone in più (quello burroso di Pepe) possa aver fatto tanto danno.
E nemmeno una settimana al resort in formula alla inclusive con tanto di chef a disposizione.
In una ridente cittadina Ligure. In pieno inverno.
Io ne sono oramai certa. Qui si tratta di una semplice manomissione.
Sì. Perché poi voglio dire... quel rumore che sembra una pernacchia e una risata come la vogliamo giustificare? Fosse solo una questione di bilancia, ancora ancora.



Oppure che si tratti di un incantesimo! L'incantesimo della bilancia del 7 gennaio.
Che arriva come ogni anno dopo la Befana.
Come dite?
Nemmeno questa versione è attendibile?
E va beh. Allora sarò stata io che avrò mangiato troppo in queste feste.
Praticamente si torna sempre lì. Alla più irreale delle versioni considerabili.
Chissà perché la colpa poi è sempre mia.
Come se manomettere una bilancia fosse un'idea più surreale e assurda.



Ma vi assicuro #celapossofare.
Nel frattempo ho già provveduto a correre ai ripari, e la mia colazione è stata a base di tè verde bio gun power, mica uno qualunque,
(di Tavola Clandestina www.tavolaclandestina.com) e torta integrale con noci.
Preparata all'alba al mio risveglio.
E prima della prova bilancia.
Ma oramai era in forno. La colazione è importante.
E le manomissioni comunque sappiatelo, esistono.
Un po' di frutta. Albicocche da Fruttaweb (http://www.fruttaweb.com/frutta-e-verdura-online/product.php?id_product=1269).
E del formaggio cremoso.

Ma anche a voi manomettono le bilance? Ditemi di sì. 
Non ci si deve sentire soli in questo caso e in nessun altra situazione!
Ma io ho l'antidoto e la soluzione!
Come ogni anno, arrivano i saldi.
E quale migliore attività se non una buona sessione di sano ed innocuo shopping?
Fatemi continuare a credere ad incantesimi e magie e sortilegi antipanico post festività!
Buon inizio anno e buona ripresa delle attività.
M as me



Il cielo dalla finestra della mia cucina. Questa mattina. Ore 7.30.



lunedì 10 novembre 2014

M come Maison!

M come Maison! La mia. Che ho creato ispirandomi semplicemente a Me! Lasciando il mio appartamento di Roma in estremo e perfetto stile Shabby Chic, quello nuovo volevo riflettesse invece l'evoluzione e la crescita che in questi anni hanno trasformato non solo la mia vita, ma anche il mio gusto per quanto riguarda l'arredamento. Più pratico. Più essenziale. Meno polveroso. Meno pieno. Molto più gestibile con due Bimbe e meno tempo per dedicarmi alla casa perfetta. Molto più Me. Questo è il mio tavolo. C'è una nuova arrivata in casa M as Me! Un'orchidea. Ultimamente non muoiono. Ma non rifioriscono. E allora ho dovuto andare a recuperarne una! Amo questi fiori che mi ricordano la Florida dove ho vissuto e dove si trovano selvatiche ovunque grazie al clima perfetto caldo e umido. Quando sono rientrata in Italia non potendomele riportare, le regalai tutte ed è sorprendente come a distanza di anni, quando torno in South Florida, le mie amiche orgogliose me le mostrino ancora rigogliose e fiorite! Cosa che se fossero rimaste in mano a Me, sicuramente non ci sarebbero più state da tempo! Meglio per le mie orchidee! Il tavolo del mio soggiorno e sala da pranzo cerco di tenerlo libero da giocattoli, libri, riviste e da oggetti che potrebbero stare lì ma che non è lì il loro posto. Quando li trovo li sposto per terra. Questo perché non riuscendo sempre a tenere la casa impeccabile ed in ordine, ho imparato che chi entra il primo sguardo è sempre sul tavolo del soggiorno. E se questo risulta perfettamente ordinato e pulito, nessuno noterà il resto del locale e della casa dove magari la confusione regna sovrana. M come Mamma e Maison. Parole che possono andare d'accordo. Basta non essere particolarmente rigidi e trovare punti di incontro. E se io, che arrivo da una disciplina casalinga rigorosa e museale e maniacale formale e impeccabile #celapossofare, e sono riuscita anche ad adeguarmi e non impazzire (spesso giro con il copriocchi notturno quando attraverso alcune parti della casa!), ce la possiamo fare tutti! Per la felicità di tutta la famiglia. E la casa mi piace così. Molto di più. Più vivace. Più allegra. Più vissuta. Se arriverà un ospite improvviso e inaspettato (Barbara ti aspetto!), potrete quantomeno offrire un caffé in sala da pranzo (e non mostrare ciò che c'è in cucina) in tutta serenità. Questione di dettagli. E organizzazione! Buon lunedì da M as me!



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