mercoledì 27 maggio 2015

M come Meravigliosa opportunità.

BE A

M come Meravigliosa opportunità.
M come Medie.
M come Me che è stata invitata, 
a raccontare di "F come Food", 
ai ragazzi delle scuole Medie.


Un'esperienza che mi ha molto emozionata.
Loro sono il futuro più prossimo.
Loro stanno concludendo l'anno delle scuole considerate dell'obbligo.
Che altro non sono che un enorme privilegio.
Offerto e garantito a tutti.
Scuole di passaggio degli anni più tormentosi e al tempo stesso meravigliosi.
Mi hanno accolto con entusiasmo. Tutti.
Mi hanno abbracciato con i loro sguardi curiosi e pieni di voglia di sapere.
Le loro tshirts. Le loro felpe. Le loro domande. 
Espressione della loro personalità in trasformazione.
Ho augurato loro di fare, 
e soprattutto di essere, 
la differenza.
Di coltivare le loro doti. I loro talenti.
Con l'entusiasmo dei loro pochi anni 
e con la speranza di chi ha davanti una vita.
Per poterlo fare!


BE


Ho detto loro di studiare la lingua inglese.
Che li porterà ovunque ed in ogni parte del mondo.
E di parlarla. Di scoprirla. Di amarla.
Che è semplice, E solo per questo è diventata così popolare.
E' una lingua immediata. 
Senza troppe declinazioni o regole grammaticali.
Informale come solo l'inglese sa essere.
Un'unica seconda persona singolare e plurale.
Un YOU che va bene per Mr. Obama o per il mio amico Mario.
Un "beautiful" che è perfetto per la mia bambina, 
per il fiore, per gli occhi e per le stelle!
E per qualsiasi cosa che sia bella!
Come questa lingua.

Ho parlato delle abitudini alimentari americane.
Del fatto che mangino la cena intorno alle 6 di sera.
E che il "breakfast" altro non è che l'interruzione del digiuno notturno.
E nulla ha a che fare con l'essere veloce.
Anzi, rimane il loro pasto principale e opportunità per fare il carico di energia e di amore.
Con il cibo e verso se stessi.
O da condividere con chi si ama.
Prendendosi il tempo di mangiare e di nutrirsi bene per affrontare la giornata.


BUON CIBO PER IL BUONUMORE
Ho raccontato di come Michelle (M come Michelle!) Obama abbia 
tanto desiderato diventare l'ambasciatrice del nutrirsi bene. 
Iniziando a trasmettere sane abitudini ai bambini.
Con il suo arrivo alla Casa Bianca ha iniziato 
una personale campagna per far comprendere a tutti 
quanto il nutrirsi bene sia importante per il corpo e per l'umore.
Ha iniziato a coltivare un orto.
Ha cercato di diffondere e trasmettere messaggi che fossero diretti 
e arrivassero a tutti su quanto la frutta e la verdura siano buoni. 
E quanto il "junk" food (cibo spazzatura) sia non solo fuori moda, 
ma pericoloso per noi e per il nostro pianeta.




Ho detto che i Fast food sono una parte del loro modo di vivere 
in quanto spesso a pranzo non hanno tempo di fermarsi e sedersi ad un tavolo.
E negli anni Ottanta fosse diventata una cattiva necessità.
Oggi anche loro cercano di adeguarsi ed offrire cibo più vario e meno processato.
Queste catene, e sono molte di più di quelle arrivate fino a noi, 
oltre ad essere fast sono anche cheap (di basso costo) 
e per questo attraggono tante persone e sono diventate popolari.
Ma ho detto di quanto tutto stia girando intorno al business del biologico.
Che in America si chiama "organic".


Ho chiesto se conoscessero l'origine della parola Hot Dog.
Ed ho condiviso quella che ritengo personalmente la storia più attendibile.
Di come questi carrettini che vendevano "hot hog sausage" siano nati a New York.
E che erano la pausa pranzo veloce e golosa ed ideale di una città in piena espansione economica.
E che tante persone da ogni parte del mondo approdavano ad Ellis Island in cerca di fortuna.
I venditori gridavano "Hot Hog"... e chissà forse loro capivano "Hot Dog".
E così la salsiccia di maiale (hog) è diventato il panino a forma di bassotto per tutti.

Ho riportato delle citazioni inglesi che includessero dei cibi.



Ogni stato dei 50 stati ha i suoi cibi tradizionali.
Divenuti tali per questioni geografiche ma anche grazie alle influenze storiche e culturali.
Dovute alle diverse origini degli abitanti. E dalla condivisione delle tradizioni.
Legate al cibo. Legate alle abitudini.
E che rendono questo paese unico e multiculturale come nessun altro.



Ho raccontato del perché la cena del Thanksgiving deve includere tacchino, patate, mais e zucca.
Ho raccontato del profumo di aglio e perché sia tanto popolare in USA.



Ho detto loro di pensare a quanti cibi che non ci appartengono siano divenuti oramai comuni anche da noi. I popcorn. I pancakes. I muffins. Gli hamburgers. I cereali del mattino. 



E spero soprattutto di aver trasmesso loro un'immagine riassuntiva 
di ciò che gli Stati Uniti d'America mi hanno offerto riguardo al cibo.
E di aver creato in loro curiosità e voglia di approfondire questa visione che ho offerto loro.



Li ringrazio per avermi ascoltata con tanta attenzione.
Li ringrazio perché li ho trovati splendidi e pieni di energia.
Li ringrazio perché con coraggio affronteranno 
un mondo che è eredità di un passato non sempre luminoso.
Ma che sono certa saranno in grado di migliorare.
Ringrazio le insegnanti che mi hanno accolto nelle loro ore di lezione.
Ringrazio la mia amica Barbara. Professoressa Baron. 
Che mi ha invitata. 
Ed ha sempre fiducia in me. Dai tempi delle scuole medie.
Le nostre.
Che abbiamo condiviso insieme. A Cantù.
E fa parte delle persone belle e dei doni preziosi che rimangono e che la vita ti offre.

Che ognuno di loro possa contare e riconoscere e apprezzare 
ed essere grati per questi privilegi 
e queste opportunità straordinarie.
E le sappia coltivare!

E davvero mi auguro che loro possano comprendere quanto siano responsabili della loro felicità. 
Che non è data dagli eventi che accadranno loro.
Ma da come loro saranno in grado di affrontarli.
Ed auguro ad ognuno di loro di saper sempre ritrovarsi 
e potersi aggrappare alle loro radici per poter volare liberi e sicuri.
E di essere loro stessi.
Di crescere. Che in inglese si dice "to grow".
Ma che in inglese "to grow" significa anche "coltivare".
E lo auguro anche ad ognuno di noi.
Di trovare nelle nostre straordinarie differenze, la nostra unicità e bellezza.
E da lì ripartire. Ogni giorno. 
Coltivando e crescendo la speranza e la volontà di essere noi per primi la differenza.
E la bellezza della nostra vita.
E di quella degli altri!
Buon Mercoledì,
vostra M as Me





mercoledì 20 maggio 2015

M come Mercoledì! M come Menti!

M come Mercoledì!
M come Menti e nutrimento per le stesse.
Quindi, libri.
Maggio è il mese del libro.
Si è appena concluso a Torino il Salone del Libro.
Arrivato alla sua 28a edizione.
E anche a Cantù c'è aria di cultura.
Che fa bene.
Ed è cibo sano e che dona energia alle nostre menti.

Sabato la nostra Via Matteotti ospiterà la 3a edizione di "Libri in strada"!
Ed avremo l'occasione dalle 9.30 alle 19.30 di curiosare tra le pagine dei libri proposti da librerie ed editori che raggiungeranno direttamente noi consumatori finali dei loro prodotti!
Che preziosi i libri!


Averli come protagonisti sarà un'ottima occasione per trovare qualcosa che faccia per noi e per i nostri bambini.
E i libri, come il cibo, devono diventare passione, e amore, ed energia, e vita.
Ognuno, secondo le proprie possibilità in termine di tempo e di volontà, dovrebbe occuparsi della propria mente ed offrirle qualche lettura.
Male non farà. E anzi, un libro, potrà solo essere punto di partenza per riflettere o sognare o viaggiare.
E allora non posso che condividere lo slogan del mese di maggio e proposto dalla ProCantù:
nutriamo il pianeta di cultura.
Buon Mercoledì venti maggio 2015!
M as me



venerdì 15 maggio 2015

M come Merenda con i biscotti fatti da noi!


M come Merenda!
M come Ma se fuori piove,
 quale migliore occasione per preparare dei biscotti?
E poi mangiarceli a merenda?

Ho preparato una frolla con:

500 gr di farina
250 gr di burro ammorbidito
130 gr di zucchero
1 uovo
1 pizzico di sale
Vaniglia

Nella planetaria impasto tutti gli ingredienti.
Con le mani formo una bella palla.
La metto nella pellicola.
La lascio nel frigorifero almeno una mezz'ora.


Preparo gli stampini di cui dispongo.
Uno spazio da lavoro 
per permettere di stendere e tagliare la pasta.
Le teglie con la carta forno.
Due grembiulini.
Due mattarelli.
E chiamo le ragazze!



Lascio fare a loro.
Stando solo attenta a spolverare il tavolo con della farina 
per evitare che ci ci appiccichi l'impasto.
Una volta ero di una precisione estrema 
nel preparare i miei biscotti.
Ora adoro che siano così perfettamente non precisi.



Le loro manine che lavorano.
Le loro vocine.
I loro sorrisi.
Il loro impegno.
Tutto questo compensa la mia maniacale voglia di controllare tutto.



Inforno a 180° fino a quando vedo che i bordi iniziano a dorarsi leggermente.
A me non piacciono troppo scuri.



I non li decoro. Li preferisco semplici.
Fuori continua a piovere e, 
come avevano annunciano le previsioni, 
pesanti nuvoloni pieni di acqua e forti temporali 
si alternano a pioggia meno insistente.
Noi, in casa, ci prepariamo a bere il té.

La ricetta è semplice. Imparata a memoria. Sempre la stessa.
Ma lo sapete. Mi posso permettere solo cose così.

Buona Merenda con M as Me



mercoledì 13 maggio 2015

M come Ma l'educazione? Il Mercoledì.


Credits web

M come Ma l'educazione?

Che è il contrario della Mala educazione.
Di cui ho scritto a fine gennaio.
Poco è cambiato nella nostra città.
E allora ritorno sul concetto.

M come Maleducazione!
Mancanza di senso civico.
Ritengo che una città, per essere vivibile e bella, 
debba essere vissuta e resa tale, anche e soprattutto, dai cittadini.
La città ci appartiene. E' di tutti.
E dovrebbe essere una priorità rispettare le norme che la regolano.
Per il proprio benessere e per quello dei propri concittadini.
Ma sembra che a Cantù tutto sia dovuto.
E poca sia la responsabilità dei singoli.
E se ricominciassimo ancora una volta da noi?
Iniziando ad essere più educati?
E nel momento in cui qualcuno ci dicesse
"ma l'educazione?", invece che arrabbiarci e rispondere ad insulti,
perché non ci fermiamo e riflettiamo.


Credits web



Su quel suolo lurido e puzzolente che sono diventate le vie del centro, ci camminano anche i maleducati di turno. E i loro amici e famigliari.
E in quel bel parco, potrebbe giocare anche un nipotino o un figlio di uno dei tanti maleducati.
Ma l'educazione?
Non sarebbe così semplice portare i cagnolini su un'aiuola o al parco al guinzaglio e dire loro gentilmente "No" se scegliessero lo scivolo o la casetta come gabinetto?
Pensate che bella figura che faremmo tutti!



Ed ogni volta che parcheggiate su un posto illegalmente pur non avendo il permesso disabili, magari un parente o un conoscente o un amico avrebbe voluto parcheggiare regolarmente.
E la mamma tua amica o tua sorella vorrebbe passeggiare senza buttarsi ogni volta in mezzo alla strada per evitare la tua macchina.
E con il telefonino a 70 chilometri (ma anche a 50) in centro città si è un pericolo per tutti, per il compagno di scuola dei tuoi figli, per la figlia di tuo fratello, per ogni bambino che potrebbe essere vittima innocente della tua superficiale mala educazione.
E scusate, ma se tutti rispettassimo i limiti di velocità, su che base "farebbero cassa" gli autovelox?!

Scritte sui muri. Spesso pasticci o frasi incomprensibili. Brutti. Perché imbrattare e sporcare i cartelli e i giochi e le panchine e i muri che sono di tutti?
Anche a questo fenomeno ho dedicato un articolo. Lo trovate cliccando QUI
Carte per terra. Bicchieri e bottiglie abbandonate. Fazzoletti di carta. Mozziconi di sigaretta.
Ma che ci vuole a tenerli in mano fino al primo cestino?





Ma l'educazione non è poi così complicata come sembra!

Penso che se chiedessi ad ognuno di voi di segnalare un comportamento che potrebbe aiutare a migliorare la città e far notare quanto l'educazione sia semplice, sono certa me ne citereste molti altri.
Le istituzione hanno le loro responsabilità.
Noi cittadini abbiamo le nostre!
Tanta piccola mala educazione, rende la città decadente e poco decorosa per tutti!



Perché non proviamo nel nostro piccolo ad iniziare per primi a contribuire attivamente al miglioramento della nostra città? 
Appelliamoci al nostro senso civico!
Bimbi, ragazzi, giovani, adulti, anziani. Io. Voi.
Nessuno escluso.
Se ognuno di noi riuscisse ad evitare un comportamento al giorno di inciviltà, 
e far notare a chi invece ne commette uno di essere in torto, 
chi ci guadagnerebbe?
Tutti ed ognuno di noi!
Mal educati compresi.
E la città stessa. Che è nostra!

Tutto ciò che è pubblico, appartiene alla comunità. 
E' un privilegio enorme poterne usufruire.
E' nostro diritto averlo bello e curato. 
E' un nostro dovere contribuire a mantenerlo tale.



Insegniamo ai nostri figli il senso del bello! 
Del rispetto! 
Anche delle cose pubbliche e della nostra città che è loro, 
nostra e degli altri cittadini! 
Di come ci si deve comportare per avere 
ed essere parte di una città e di una comunità serena.
Che cresce e cammina insieme. Che protegge. Che non insulta. Che difende.
Sarebbe positivo per tutti tessere questa rete di concittadini "amici" e rispettosi.
Gireremmo più sicuri. Tutti quanti.



Sarà la mia predisposizione al senso civico, 
a trasmetterne un po' agli altri.

Parlare. 
Scrivere e farsi per primi portavoce di malesseri e necessità.
Con educazione esporre il proprio punto di vista. 
Raccontare.
Portare a conoscenza di un problema Sindaco e giornali.
E quindi coinvolgere la comunità tutta.
In questo i gruppi Facebook aiutano. 
Cerchiamo magari di perderci in polemiche sterili!

Credits web


E siamo per primi noi tutti, 
i cittadini che vorremmo!
Esprimiamo dovere, senso civico, 
rispetto delle leggi e delle regole (tutte!!!), 
educazione, gentilezza.
E forse potremmo eliminare la mala educazione.
E rendere migliore la nostra città, 
che è fatta soprattutto da chi la vive! 
Noi!
Buon Mercoledì,
M as Me



Grazie ai tanti concittadini che ogni giorno sono educati e gentili dimostrando non solo senso civico, ma anche di essere persone in grado di apprezzare ciò che viene loro offerto e di contribuire al benessere generale della comunità dove vivono!
Di cuore, GRAZIE a tutti voi!

mercoledì 6 maggio 2015

M come Maggio in Musica!



M come Mese di Maggio! M come Musica.
Oggi, Mercoledì 6 maggio riparto da qui.
Dalla musica che in questo mese sarà protagonista nella nostra città.
E se spesso ci si lamenta che non succede mai nulla, 
credo veramente che quello che accadrà e che sta già succedendo nella nostra città,
in questo mese di maggio, 
sia davvero qualcosa di straordinariamente bello e prezioso.



In questi giorni passando dal centro, 
intorno a Villa Calvi ed ai giardini pubblici, 
o dalle parti del Teatro San Teodoro,
si ha modo di sentire la musica degli artisti talentuosi impegnati nelle loro prove.
E' subito magia ed è subito stupore.
Il livello della musica che si ascolta è altissimo e rientra davvero nell'eccellenza.
Poterla ascoltare passeggiando o giocando o leggendo 
al parco di Villa Calvi, una grande opportunità.
I bimbi ieri al parco erano tutti curiosi e stupiti e affascinati
nel "vedere" le vibrazioni uscire dalle finestre
aperte della villa Calvi!




Cantù ospiterà il Concorso internazionale 
per piano ed orchestra offrendo a tutti un'occasione
 per avvicinarsi alla musica classica.
E per gli appassionati, poterla avere a disposizione "sotto casa".
Per il venticinquesimo anno Cantù rinnova la sua anima sinfonica 
e riempie i teatri e le strade di musica e di concerti.
Il bellissimo Teatro San Teodoro ospiterà le fasi eliminatorie.
Il Teatro Fumagalli, sempre attivo e di grande riferimento per il territorio, 
ospiterà le semifinali e le finali.


Ed lo storico Teatro Sociale di Como,
il 10 maggio,
avrà l'onore di farci assistere al 
Concerto di Gala dei vincitori.
Il programma completo lo trovate ovunque e sui cartelloni appesi in città.



Concluso il Concorso Internazionale, 
altri eventi si susseguiranno per accompagnare il mese di maggio canturino
all'insegna della Musica!

Ve ne segnalo alcuni.
L'11 maggio, al Teatro San Teodoro, un concerto per violino ed orchestra.


Il 16 maggio, nella impareggiabile Basilica di San Vincenzo a Galliano, 
alle 17, ci sarà un concerto corale e vocale.
Il 17 maggio, il saggio delle Scuole ad indirizzo musicale di Cantù, 
si svolgerà nel centralissimo Largo XX settembre.
Il 22 maggio, nella Chiesa di San Teodoro
 avremo modo di ascoltare un concerto per tromba ed organo.
Il Teatro San Teodoro ospiterà "I magnifici 7" giovani pianisti, il 23 maggio.
La magia continua sulla Terrazza Monte Rosa alle 18 del 24 maggio
e il 2 giugno alle 20.30 con il Concerto Lirico Sinfonico a conclusione del Festival.
Il 30 maggio ci sarà lo spettacolare "Musica in città" 
e sarà incredibile vedere come la città sarà avvolta ed invasa da musica e musicanti.
Si conclude il 31, sempre in centro, 
con le tre bande cittadine che sono da sempre un grande vanto 
e un'enorme opportunità per Cantù.

Io credo aggiungere altro sarebbe superfluo.
Io sono piena di entusiasmo 
e davvero spero che ognuno di noi possa trovare interesse e curiosità 
e trovare almeno un giorno o una serata e lasciarsi travolgere e trasportare dalla Musica.
Portarci magari i nostri bambini e ragazzi.
E che averla in città sia occasione per innamorarsene.
Buon Mese di Maggio e buona Musica.
E naturalmente, buon Mercoledì!
M as Me!


mercoledì 29 aprile 2015

M come Mercoledì 29 aprile


Immagine Madebyme

M come Mercoledì. Ventinove aprile Duemilaquindici.

M come Me. 
Madre anche di Sofia. 
Nonostante in effetti non la vediate accanto a me, 
l'ho cullata nella mia pancia per 9 mesi. 
E' nata. E dopo 2 giorni, è morta.
Questo mercoledì parlerò di storie meravigliose e di vita.
Quelle che riguardano le morti perinatali.

(Convenzionalmente si considerano morti perinatali 
quelle che avvengono tra la 27a settimana di gravidanza 
e i 7 giorni dopo il parto, ma includo tra queste 
qualsiasi figlio morto durante la gravidanza, 
e qualsiasi figlio amato morto ancora piccolino).

Sono storie di amori e di adii che hanno protagonisti bimbi 
che purtroppo si fermano troppo poco.

In Italia, ogni giorno, sono 6 i bambini che nascono morti 
e 4 quelli che muoiono dopo la nascita.
Al giorno! Solo in Italia!

Questi Figli sono desiderati ed amati. Questi Figli mancheranno sempre.
Queste storie di amore e di dolore coinvolgono tutta la famiglia... 
la mamma ed il papà, i fratelli e le sorelle e anche nonni o zii 
e chiunque li stava aspettando con gioia ed entusiasmo 
e che adesso li deve salutare con dolore.




Il dolore è immenso e spesso inaccettabile per la società che chiede di non parlarne.
Che chiede di dimenticare. 
Che non ha voglia di fermarsi e comprendere 
nel modo più diretto e inconfutabile e disumano che con la vita, 
abbiamo un'unica garanzia, e cioè la morte.
Un lutto, ed una tragedia, quella di questi bimbi che per così poco rimangono con noi, s
spesso sottovalutati. Minimizzati. 
Considerati "piccoli" perché si tratta di bambini ancora piccoli 
o addirittura ancora in pancia.
Ma il dolore, ve lo assicuro, è invece grande.
Direttamente proporzionale, se mi fosse richiesto quantificarlo, 
ai giorni che questi Figli non vivranno mai. 
E sono tanti considerando l'aspettativa media di vita di un essere umano oggi.
Enorme. Immenso. Lacerante. E costante.

Insieme ai nostri Figli muoiono i sogni condivisi con loro.
Insieme ai nostri Figli muore un pezzetto di noi 
e la nostra storia e la nostra vita non sarà più la stessa,
 e soprattutto si interrompe la vita che avremmo dovuto condividere con loro, 
e che non sarà mai.



Si dice che queste cose capitano. 
Invece non dovrebbero proprio capitare.

Si dice che doveva andare così. 
Invece non sarebbe proprio e per niente dovuta andare così.



Si dice che è meglio siano morti piccoli. 
Invece è meglio che i figli non muoiano mai. 
I bambini, tutti, dovrebbero vivere e non morire.

Si dice che adesso bisogna dimenticare. 
Ecco, invece non si dimenticheranno mai.
E devono essere ricordati!

Si dice che "almeno" ne abbiamo di altri o ne faremo subito di altri, di figli.
Invece quel nostro figlio, quel nostro bambino non verrà sostituito da nessun altro.
E gli altri che ci sono o che verranno saranno altri bambini e altre vite. 
Ma non saranno mai la vita mai vissuta di quel figlio morto. 
E fidatevi, siamo riconoscenti comunque, pur piangendo chi non c'è più, 
di chi è tra le nostre braccia. 

Si dice che ognuno ha ciò che si merita o che è in grado di sopportare. 
No e poi no. 
E' la vita e le cose accadono e non sono castighi e non c'è nessun senso. 
E' disumano accettare la morte di un figlio.
Nessuno se la merita. 
E nessuno è in grado di sopportarla meglio di altri.

Si dice che ora sono angioletti. 
Rimangono i nostri figli, i nostri bambini. Non dimenticatevelo mai.
Si dice che avevano bisogno di un angelo in cielo!
Si tratta di nostro figlio, e il suo posto era qui, in terra con noi.

Si dice che ora stanno meglio. 
Invece l'unico posto dove i bambini stanno bene, 
è tra le braccia delle loro madri e nelle loro famiglie.

Si dice che la natura fa una selezione naturale. 
Sarà, ma la morte di un figlio è ciò che di più innaturale possa accadere ad un genitore.

Si dice che la vita continua.
Il tempo continuerà a trascorrere e il dolore si trasformerà.
Ma la nostra vita si è interrotta.
Si è spezzata.
Serve tempo per riprendere in mano i pezzi.
Per metterli insieme.
E la vita ricomincerà. Anche per noi.



Si dice che alla fine non abbiamo nemmeno avuto il tempo di affezionarci, a questi bimbi!
Li amiamo dal primo istante, dal primo momento.
E ci si affeziona a cani, gatti e conigli.
Come potremmo non amare spasmodicamente un figlio!?!?!
E affezionarci subito e per sempre?

Si dice che non fa bene continuare a parlare dei nostri figli morti.
Noi a dire il vero, parlando di loro, 
vorremmo semplicemente celebrare ed onorare i nostri figli, 
che certo avremmo preferito avere vivi.
E ci fa solo bene. Soprattutto quando ci ascoltate.

Si dice che più ne parliamo e più soffriamo. 
Invece a noi, includerli nel nostro quotidiano, permettete di ripeterlo, fa un gran bene. 
Se fossero stati vivi sarebbero stati comunque protagonisti della nostra vita. 
Scrivere i loro nomi e sapere che anche per gli altri esistono, 
anche se invisibili, non ci fa soffrire di più.
E non possiamo fare molto per loro, se non continuare ad amarli.

Si dice che ora bisogna smettere di piangerli. Invece li piangeremo sempre.
E se domani, quando pensando a loro o parlando di loro ci emozioneremo 
e ci si riempiono gli occhi di lacrime, 
non diteci che adesso ne abbiamo altri, 
che adesso dobbiamo andare avanti, che adesso sono angeli, 
che adesso "almeno" non soffrono più... 
semplicemente non diteci nulla, e se vi va, abbracciateci.
Non abbiamo bisogno di pietà. 
Non abbiamo bisogno di consolazione o parole dette magari per farci sentire meglio 
ma spesso con risultato opposto.
Non abbiamo bisogno di giudizio.
Abbiamo solo bisogno che il nostro dolore venga rispettato.
Abbiamo solo bisogno che i nostri figli siano ricordati.
Con amore e con affetto. 
In tempi di social a volte ci va di parlare anche di loro.
Così come facciamo con gli altri figli.
Non è che siamo depresse o esaurite o abbiamo bisogno di sedute dallo psicologo, 
se li nominiamo!
Un "mi piace" ci basta.
E sappiamo che significa "ti sono vicina", "mi spiace".

Siamo madri, padri, persone che hanno amato e che amano qualcuno che non si vede.
E pur mancandoci sempre ed ogni istante, a volte, 
e non solo nelle occasioni dei compleanni o degli anniversari di morte, 
ci mancano di più.
Non siamo contagiosi. E non vogliamo rattristare nessuno.
Tra le gioie e le risate e i sorrisi e le cose belle, 
c'è anche un pezzetto di strada e di cuore che appartiene a questi bambini piccini.
Rispettate le loro vite. 
E quelle di chi tanto li ha aspettati e desiderati e amati 
e che per così poco li ha potuti avere.
E il fatto che i nostri figli siano invisibili non cambia il fatto che si rimane loro genitori comunque!
A breve sarà la festa della mamma, non ne escludiamo nessuna solo perché i suoi bambini non sono tra le sue braccia!

A volte ne parleremo solo con amore, altre con sofferenza e dolore.
Mancano e rimangono preziosi. Tutto qui.



"Se sei un genitore colpito da lutto" o un famigliare "e stai affrontando l’immenso dolore della perdita del tuo bambino durante la gravidanza o dopo la sua nascita, per aborto spontaneo, per interruzione terapeutica di gravidanza, per morte intrauterina o per morte perinatale, a te arrivi il nostro abbraccio, in segno di rispetto e condivisione.” 
Così si legge sul sito di un'Associazione, Ciao Lapo Onlus, 
che in Italia offre sostegno e aiuta le famiglie che si trovino ad affrontare un tale dolore.


Associazione fondata da Claudia Ravaldi e Alfredo Vannacci nel 2006, 
nata sulla scia di amore lasciata dal loro figlio Lapo che è morto a pochi giorni dalla sua nascita, 
e con il desiderio che nessun genitore si possa ritrovare solo ad affrontare un tale evento.
A loro sono molto grata perché mi hanno accolta e mi hanno compresa 
dando valore alla vita breve di mia figlia 
e trovando un posto al mio immenso dolore.

Cliccando QUI e sul loro sito trovate anche le frasi e le parole e le cose da fare 
per aiutare qualcuno che amate e a cui sia accaduto di aver dovuto salutare un bimbo piccino.
Non vi troverete in imbarazzo la prossima volta che ci incontrerete, 
e vi permetteranno di avvicinarvi con affetto e senza paura, al nostro dolore.

Ogni anno il 15 ottobre si celebra la giornata mondiale delle morti perinatali.
CiaoLapo Onlus è promotore di un evento denominato "Onda di Luce" 
che è occasione per informare ed accogliere e ricordare queste storie preziose e piene di vita.
Nel 2011 CiaoLapo era presente anche in Piazza Garibaldi a Cantù, 
per la prima volta in provincia di Como.
Dal 2012 invece è a Como, in Piazza del Duomo.
E in moltissime altre piazze.
Ve le indicherò tra qualche mese.




Ieri mi figlia Sofia avrebbe dovuto compiere 4 anni.
Invece domani sarà il quarto anniversario della sua morte.
Lo scrivo piangendo. 
Lo scrivo come una madre innamorata che non ha una figlia a cui organizzare un compleanno.
Come me sono tante le madri piene di amore 
con il cuore che scoppia dalla voglia di amare questi figli invisibili!
Io vorrei ringraziare tutti coloro che con rispetto non hanno paura di questo amore.



Ringrazio l'Associazione CiaoLapo Onlus che sostengo 
e che rimane in Italia il riferimento serio e professionale nell'assistenza 
ai genitori e che opera e lavora anche nella ricerca
e nella prevenzione di queste morti,
collaborando con le Associazioni mondali e 
intervenendo sul territorio italiano
con gli ospedali e gli operatori.

Grazie a chi mi conosce e mi vuole bene e mi prende "all inclusive"!

E ringrazio voi che siete arrivati fino qui.
Attraversando con me questo mercoledì che non voglio assolutamente sia triste o doloroso, 
ma semplicemente sia un mercoledì più consapevole.
E a volte sapere ed affrontare un argomento ancora considerato spaventoso, 
ci aiuta ad accettarlo come parte della vita e adesso, 
con più serenità e sicurezza, assorbirlo e trasformarlo in rispetto e amore e tenerezza.
Sorridiamo e respiriamo. 
Abbracciamo la vita con meno giudizio e con più empatia.
Con riconoscenza e fiducia,
buon mercoledì,
vostra M as me 
(ovvero Marina mamma anche di Sofia, sopravvissuta alla sua morte, innamorata della sua vita, testimone di amore, il cui Blog è un diario di come si possa ancora sorridere 
e respirare e mangiare e... amare!)


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